Il termine abduction, dall'inglese "rapimento", indica nel linguaggio dell'ufologia i racconti di persone che affermano di essere state prelevate da esseri non umani, portate a bordo di un veicolo sconosciuto, sottoposte a esami o comunicazioni e poi riportate indietro, spesso con ricordi frammentari. È uno dei fenomeni più discussi e controversi del mondo UFO: per alcuni la prova di un contatto reale, per altri un fenomeno psicologico e culturale di grande interesse. In questa guida vediamo le origini, i casi più celebri e le principali interpretazioni.
I casi che hanno fatto la storia
Il primo caso moderno di abduction a diventare famoso fu quello del brasiliano Antônio Villas Boas, un giovane agricoltore che nel 1957 raccontò di essere stato portato a bordo di un'astronave. Ma il caso che ha definito il fenomeno è quello di Betty e Barney Hill, una coppia del New Hampshire che nel settembre 1961, tornando a casa in auto di notte, vide una luce nel cielo e arrivò a casa con due ore di ritardo inspiegabile. Sotto ipnosi, a distanza di anni, i due descrissero un incontro con esseri dalla testa grande e un esame medico a bordo. La loro storia fu raccontata nel libro The Interrupted Journey (1966) e divenne un modello per i racconti successivi.
Nel 1975 il boscaiolo Travis Walton scomparve per cinque giorni in una foresta dell'Arizona dopo che i suoi colleghi dissero di averlo visto colpire da un raggio di luce proveniente da un oggetto sospeso. Il caso ispirò il film Bagliori nel buio (Fire in the Sky, 1993). Negli anni Ottanta, il libro Communion dello scrittore Whitley Strieber portò il fenomeno al grande pubblico, contribuendo a diffondere l'immagine degli alieni grigi.
Lo schema ricorrente
I ricercatori hanno notato che molti racconti seguono una sequenza simile:
- una sensazione di paralisi, spesso di notte, a letto o in auto;
- la comparsa di luci intense, rumori o una presenza nella stanza;
- il trasporto, a volte "fluttuando", verso un ambiente luminoso e asettico;
- esami medici o procedure invasive da parte di esseri descritti come piccoli, grigi, con grandi occhi scuri;
- il ritorno e un periodo di "tempo mancante", di cui non si ricorda nulla;
- ricordi che riaffiorano in seguito, spesso durante sedute di ipnosi regressiva.
Alcuni testimoni riferiscono anche di presunti oggetti inseriti nel corpo, di cui parliamo nell'articolo sugli impianti alieni.
I ricercatori del fenomeno
Negli anni Ottanta e Novanta alcuni studiosi raccolsero centinaia di testimonianze. L'artista Budd Hopkins, protagonista del controverso caso di Linda Cortile, e lo storico David Jacobs sostenevano che il fenomeno fosse reale e di origine extraterrestre. Anche lo psichiatra di Harvard John Mack, premio Pulitzer per una biografia, pubblicò nel 1994 un libro in cui prendeva sul serio le esperienze dei suoi pazienti, suscitando un acceso dibattito nel mondo accademico.
Cosa dice la psicologia
La maggior parte degli psicologi e dei neuroscienziati ritiene che le esperienze di abduction abbiano spiegazioni legate al funzionamento della mente. Le principali sono:
- Paralisi del sonno. È una condizione comune e innocua in cui, al risveglio o all'addormentamento, ci si trova coscienti ma incapaci di muoversi, a volte con allucinazioni vivide, la sensazione di una presenza nella stanza e un senso di pressione sul petto. Molti racconti di abduction iniziano proprio così.
- Falsi ricordi. L'ipnosi regressiva, usata spesso per "recuperare" i ricordi, può favorire la creazione di memorie non autentiche ma vissute come reali, influenzate dalle domande dell'ipnotista e da ciò che il soggetto ha letto o visto.
- Influenza culturale. Film, libri e serie televisive hanno diffuso un'immagine precisa degli alieni e dei rapimenti, che può orientare l'interpretazione di esperienze confuse.
La psicologa Susan Clancy, di Harvard, ha studiato persone convinte di essere state rapite, osservando che non soffrivano di disturbi mentali gravi ma mostravano una maggiore tendenza alla fantasia e a formare falsi ricordi in laboratorio. Le loro esperienze erano vissute con emozioni reali e intense, anche se probabilmente non corrispondevano a eventi esterni.
Altre interpretazioni
Esistono anche letture diverse. Alcuni autori interpretano le abduction come esperienze simboliche o spirituali, paragonabili alle visioni descritte in molte tradizioni religiose e nel folklore, come i racconti di rapimenti da parte di fate nelle culture europee. Altri hanno ipotizzato che alcuni casi possano nascondere esperimenti segreti o manipolazioni, senza però riuscire a documentarlo.
Ciò che manca, in ogni caso, sono prove fisiche verificabili in modo indipendente: fotografie, oggetti, tracce biologiche che possano essere analizzate da laboratori diversi.
Le abduction nella cultura popolare
Il tema ha ispirato innumerevoli opere: da Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg a X-Files, fino a film più recenti. La figura del rapito, con le sue lacune di memoria e le sue ansie, è diventata un archetipo della fantascienza e dell'orrore.
Come affrontare il tema
Chi racconta un'esperienza di abduction vive spesso emozioni forti, come paura, confusione e isolamento. Indipendentemente dall'interpretazione, è importante ascoltare senza ridicolizzare. Su come la mente possa interpretare in modo sorprendente stimoli ambigui leggi psicologia dell'avvistamento. Una panoramica con fonti e bibliografia è disponibile alla voce Alien abduction su Wikipedia.




