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Roswell 8 luglio 1947 il giorno che diede inizio all’era UFO

Roswell 8 luglio 1947 il giorno che diede inizio all’era UFO

C'è un luogo che più di ogni altro è diventato sinonimo di UFO e alieni: Roswell, una cittadina del New Mexico. Tutto comincia l'8 luglio 1947, quando la base aerea locale diffonde un comunicato stampa sensazionale: l'esercito ha recuperato un "disco volante". Il giorno dopo arriva la smentita: si trattava di un pallone meteorologico. Da questa contraddizione è nato uno dei miti più duraturi del Novecento.

I detriti del ranch Foster

Nel giugno 1947 William "Mac" Brazel, un allevatore che gestiva un ranch nei pressi di Corona, a circa 120 chilometri da Roswell, trovò sparsi sul terreno strani detriti: pezzi di gomma, carta stagnola, carta robusta, nastro adesivo e bastoncini di legno leggero. Nelle settimane precedenti i giornali avevano parlato molto dei "dischi volanti" avvistati in tutto il paese, e Brazel pensò che potesse esserci un collegamento.

All'inizio di luglio portò alcuni frammenti allo sceriffo di Roswell, che avvisò la base aerea militare. Il maggiore Jesse Marcel, ufficiale dell'intelligence, andò sul posto e raccolse altro materiale.

Il comunicato e la smentita

L'8 luglio l'ufficio stampa della base, su ordine del comandante, diffuse un comunicato in cui si annunciava il recupero di un "disco volante". La notizia fece rapidamente il giro del mondo. Poche ore dopo, però, il generale Roger Ramey, comandante dell'ottava forza aerea a Fort Worth, in Texas, dichiarò che si trattava dei resti di un pallone sonda meteorologico con un riflettore radar. Marcel fu fotografato accanto ai detriti, e il caso sembrò chiudersi lì.

Per circa trent'anni Roswell fu quasi dimenticato.

Il ritorno del mito

Nel 1978 il ricercatore Stanton Friedman intervistò Jesse Marcel, ormai in pensione, che sostenne che i detriti non erano quelli di un normale pallone e che la storia ufficiale era una copertura. Nel 1980 uscì il libro The Roswell Incident, a cui seguirono decine di altre opere, documentari e testimonianze. Il racconto si arricchì progressivamente: un secondo luogo dello schianto, un'astronave intera, corpi di alieni recuperati e portati in una base segreta.

Molti di questi racconti provenivano da testimoni che parlavano a distanza di decenni, a volte in modo indiretto, e alcuni si rivelarono inaffidabili o contraddittori.

La spiegazione ufficiale: Project Mogul

Nel 1994, su richiesta di un membro del Congresso, l'aeronautica statunitense pubblicò un rapporto che rivelava la vera natura dei detriti. Non si trattava di un semplice pallone meteorologico, ma di un pallone del Project Mogul, un programma segreto che usava lunghe catene di palloni con microfoni e riflettori radar per ascoltare, ad alta quota, le onde sonore di eventuali test nucleari sovietici. La descrizione dei materiali trovati da Brazel corrisponde molto bene a quella di questi apparati.

Il segreto su Mogul spiegherebbe perché l'esercito fu così rapido a cambiare versione. Nel 1997 un secondo rapporto affrontò i racconti sui "corpi alieni", attribuendoli al ricordo confuso di manichini usati in test di lancio con paracadute negli anni Cinquanta e di incidenti aerei con vittime, avvenuti in anni diversi.

Molti ufologi non hanno accettato queste spiegazioni, ritenendole un ulteriore tentativo di insabbiamento. Nel 1995 fece scalpore un filmato che mostrava la presunta autopsia di un alieno di Roswell: anni dopo, il suo produttore ammise che si trattava di una "ricostruzione".

Perché il mito è così resistente

Gli studiosi del fenomeno hanno cercato di capire perché Roswell sia diventato così potente nell'immaginario collettivo. Alcuni fattori sono evidenti: il comunicato ufficiale iniziale, che nessun altro caso può vantare; la smentita rapida, che ha fatto pensare a un insabbiamento; il segreto su Project Mogul, rivelato solo decenni dopo; e il contesto della Guerra fredda, con basi militari, test nucleari e programmi segreti concentrati proprio nel New Mexico.

A questo si aggiunge il meccanismo della memoria collettiva: con il passare degli anni, testimonianze diverse si sono sovrapposte, dettagli sentiti in televisione o letti nei libri sono entrati nei ricordi delle persone, e la storia è cresciuta ogni volta che veniva raccontata. Un processo che la psicologia conosce bene e che riguarda molti avvistamenti.

Roswell oggi

Oggi Roswell vive del suo mito. La cittadina ospita l'International UFO Museum and Research Center, aperto nel 1992, e ogni anno, all'inizio di luglio, organizza un festival UFO che attira migliaia di visitatori. Lampioni a forma di testa aliena, negozi di souvenir e insegne a tema rendono l'atmosfera unica. Roswell è entrata stabilmente nella cultura pop, con film, serie televisive e libri.

Perché l'8 luglio è una data simbolica

L'8 luglio 1947 è ricordato come il giorno in cui un'istituzione militare statunitense dichiarò pubblicamente di aver recuperato un disco volante. Che si sia trattato di un errore di comunicazione, di una copertura per un progetto segreto o di qualcosa di più, quel comunicato ha acceso la miccia dell'ufologia moderna. Il caso ha anche mostrato quanto la segretezza militare possa alimentare il sospetto, un tema che ritroviamo nei documenti desecretati della CIA e nel Project Grudge.

Il New Mexico è tornato a far parlare di sé anche in anni recenti, come racconta l'avvistamento del volo American Airlines del 2021. Una ricostruzione dettagliata con tutte le fonti è disponibile alla voce Roswell incident su Wikipedia.

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