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L'alone galattico di Andromeda si estende per 2 milioni di anni luce

L'alone galattico di Andromeda si estende per 2 milioni di anni luce

Nelle notti d'autunno, lontano dalle luci delle città, si può vedere a occhio nudo una piccola macchia lattiginosa nella costellazione di Andromeda. È la galassia di Andromeda, il più lontano oggetto visibile senza strumenti: la sua luce ha viaggiato per circa 2,5 milioni di anni per arrivare fino a noi. Nel 2020 il telescopio spaziale Hubble ha rivelato che Andromeda è molto più grande di quanto sembri: è avvolta da un alone di gas che si estende fino a 2 milioni di anni luce e che è già in contatto con quello della nostra galassia.

La nostra vicina

Andromeda, catalogata come M31, è la grande galassia più vicina alla Via Lattea. È una spirale, come la nostra, con un diametro del disco stellare di circa 150-200.000 anni luce e forse mille miliardi di stelle. Insieme alla Via Lattea, alla galassia del Triangolo e a decine di galassie nane forma il Gruppo Locale.

Per secoli fu considerata una nebulosa della nostra galassia. Solo nel 1923-1924 l'astronomo Edwin Hubble, individuando in essa delle stelle Cefeidi e misurandone la distanza, dimostrò che si trovava ben al di fuori della Via Lattea: era un'altra galassia, un "universo isola". Fu una delle scoperte che cambiarono la nostra idea delle dimensioni del cosmo.

Il progetto AMIGA

Attorno alle galassie si estende una regione di gas caldo e rarefatto, chiamata mezzo circumgalattico, o alone gassoso. È invisibile nelle immagini ordinarie, perché il gas è troppo diffuso per brillare in modo apprezzabile. Per studiarlo gli astronomi usano un trucco: osservano sorgenti luminose più lontane, come i quasar, e cercano le tracce di assorbimento lasciate dal gas dell'alone nella loro luce.

Il progetto AMIGA, guidato da Nicolas Lehner dell'Università di Notre Dame, ha usato lo spettrografo ultravioletto di Hubble per osservare 43 quasar situati dietro Andromeda a diverse distanze dal suo centro. È stato il primo studio a mappare in modo così completo l'alone di una galassia, grazie al fatto che Andromeda è abbastanza vicina da coprire una grande porzione di cielo, e che dietro di essa ci sono molti quasar da usare come "fari".

Un alone enorme

I risultati, pubblicati nel 2020 su The Astrophysical Journal, hanno mostrato che l'alone di Andromeda si estende per circa 1,3 milioni di anni luce, e in alcune direzioni fino a 2 milioni. Poiché la Via Lattea si trova a 2,5 milioni di anni luce, significa che l'alone di Andromeda e quello della nostra galassia sono probabilmente già a contatto: in un certo senso, le due galassie si stanno già "toccando".

Lo studio ha anche rivelato che l'alone ha una struttura a strati. La parte interna, più vicina alla galassia, è più turbolenta e complessa, alimentata dal materiale espulso dalle esplosioni di supernova nel disco. La parte esterna è più calma e uniforme. L'alone contiene elementi pesanti come carbonio, silicio e ossigeno, prodotti dalle stelle e poi espulsi nello spazio.

Perché gli aloni sono importanti

Gli aloni gassosi sono il serbatoio da cui le galassie attingono il gas per formare nuove stelle, e la discarica in cui finisce il materiale espulso dalle stelle che muoiono. Studiarli significa capire il ciclo di vita delle galassie: come crescono, come si alimentano, perché alcune smettono di formare stelle. La massa dell'alone di Andromeda, secondo le stime, è paragonabile a una parte significativa della massa delle sue stelle.

Anche la Via Lattea ha un alone simile, ma è più difficile da studiare perché ci troviamo al suo interno, come osservare la forma di una nebbia stando in mezzo a essa. Le misure di Andromeda offrono quindi un modello per capire com'è fatta la nostra galassia vista dall'esterno, compresa la distribuzione della sua massa, raccontata nell'articolo Quanto pesa la Via Lattea.

Lo scontro del futuro

Andromeda si sta avvicinando a noi a circa 110 chilometri al secondo. Per decenni si è pensato che tra circa 4-5 miliardi di anni le due galassie si scontreranno e si fonderanno in un'unica grande galassia ellittica, a volte chiamata Lattomeda. Uno studio pubblicato nel 2025, basato sui dati di Gaia e Hubble e su migliaia di simulazioni, ha ridimensionato questa certezza: la probabilità di una fusione nei prossimi dieci miliardi di anni sarebbe intorno al 50%, anche per l'influenza della Grande Nube di Magellano e della galassia del Triangolo.

In ogni caso, uno scontro tra galassie non significa uno scontro tra stelle: le distanze tra le stelle sono così grandi che le collisioni dirette sarebbero rarissime. Le galassie a disco lontane, come il disco di Wolfe, raccontano invece come queste strutture si siano formate nell'universo giovane.

Il gas attorno alle galassie può anche essere strappato via, come succede alle galassie medusa che attraversano gli ammassi.

Per approfondire si può consultare la voce Galassia di Andromeda su Wikipedia. Altri articoli si trovano nella sezione Astronomia.

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