Vai al contenuto

Una mappa interattiva mostra come è cambiata la Terra

Una mappa interattiva mostra come è cambiata la Terra

Se potessimo tornare indietro di 250 milioni di anni, all'epoca dei primi dinosauri, non riconosceremmo la Terra. Non esistevano l'oceano Atlantico né il Mediterraneo come li conosciamo, e l'Italia non c'era ancora. Tutte le terre emerse erano unite in un unico enorme continente, Pangea. Oggi possiamo vedere questa trasformazione con i nostri occhi grazie a una mappa interattiva che mostra come è cambiata la geografia del pianeta nel corso di centinaia di milioni di anni.

Un globo per viaggiare nel tempo

Il progetto si chiama Ancient Earth ed è stato realizzato dallo sviluppatore statunitense Ian Webster, curatore di un grande archivio online dedicato ai dinosauri. Si tratta di un globo tridimensionale che si può ruotare e ingrandire, con un menu che permette di scegliere l'epoca: dal presente fino a circa 750 milioni di anni fa.

La funzione più sorprendente è la ricerca per indirizzo. Si scrive il nome della propria città e il globo mostra un puntino rosso nel punto in cui quella porzione di crosta si trovava nell'epoca scelta. Si scopre così che il territorio dove oggi sorge Roma, qualche centinaio di milioni di anni fa, si trovava vicino all'equatore o sul fondo di un antico oceano.

Le ricostruzioni si basano sui modelli del geologo Christopher Scotese, che da decenni lavora al progetto PALEOMAP per ricostruire la posizione dei continenti nel passato. Si tratta di modelli scientifici, con margini di incertezza tanto più ampi quanto più si va indietro nel tempo.

I continenti si muovono

L'idea che i continenti non siano fermi fu proposta nel 1912 dal meteorologo tedesco Alfred Wegener. Wegener aveva notato che le coste dell'Africa e del Sudamerica si incastrano come pezzi di un puzzle, e che su entrambe le sponde dell'Atlantico si trovano gli stessi fossili e le stesse rocce. La sua teoria della deriva dei continenti fu accolta con scetticismo, perché nessuno riusciva a spiegare quale forza potesse spostare masse così grandi.

La risposta arrivò solo negli anni Sessanta con la tettonica delle placche. La crosta terrestre è divisa in grandi placche rigide che galleggiano sul mantello, uno strato di roccia caldissima che, su tempi lunghissimi, si comporta come un fluido. Lungo le dorsali oceaniche nasce nuova crosta, nelle zone di subduzione quella vecchia sprofonda. I continenti vengono trasportati da questo nastro trasportatore a una velocità di pochi centimetri all'anno, più o meno quella con cui crescono le unghie.

Da Rodinia a Pangea

Pangea non è stato l'unico supercontinente. La storia della Terra è fatta di cicli in cui le terre si riuniscono e poi si separano, ogni volta in una configurazione diversa.

  • Rodinia si formò circa un miliardo di anni fa e si frammentò tra 750 e 600 milioni di anni fa. Alcuni geologi collegano la sua rottura alle glaciazioni estreme della cosiddetta Terra a palla di neve.
  • Pangea si completò circa 335 milioni di anni fa e cominciò a dividersi verso 200 milioni di anni fa, all'inizio del Giurassico. Si separarono prima Laurasia a nord e Gondwana a sud, poi i singoli continenti.
  • Tra i due frammenti si aprì un mare, la Tetide, di cui il Mediterraneo è in parte un residuo.

La nascita dell'Atlantico è stata relativamente recente: circa 180 milioni di anni fa. L'India, invece, si staccò dall'Africa e dall'Antartide e "navigò" verso nord fino a scontrarsi con l'Asia, sollevando l'Himalaya, che ancora oggi cresce di qualche millimetro all'anno.

Perché è importante saperlo

Ricostruire la posizione dei continenti non è solo una curiosità. La geografia influenza il clima: le correnti oceaniche, la distribuzione delle piogge e perfino le glaciazioni dipendono da dove si trovano le terre emerse. L'apertura del passaggio di Drake tra Sudamerica e Antartide, per esempio, permise la formazione della corrente circumpolare antartica e contribuì al raffreddamento del continente, che si coprì di ghiaccio.

La tettonica spiega anche la distribuzione dei fossili e dei giacimenti minerari, la posizione dei vulcani e dei terremoti. Molti luoghi straordinari del pianeta, come il lago Baikal, che si trova in una fossa dove la crosta si sta lentamente allargando, sono il risultato di questi movimenti.

Il supercontinente del futuro

I continenti continueranno a muoversi. I geologi hanno proposto diversi scenari su come sarà la Terra tra 200-250 milioni di anni. Secondo alcuni modelli l'Atlantico si chiuderà e le Americhe torneranno a scontrarsi con l'Europa e l'Africa, formando un nuovo supercontinente chiamato Pangea Ultima. Altri modelli prevedono una chiusura del Pacifico, con un supercontinente battezzato Amasia. In tutti gli scenari il Mediterraneo è destinato a sparire, schiacciato dall'avanzata dell'Africa verso l'Europa.

Sono tempi incomparabilmente più lunghi della storia umana. Per avere un'idea: l'intera storia della nostra specie occupa appena qualche centinaio di migliaia di anni, mentre la mappa interattiva ci porta indietro di centinaia di milioni. Chi vuole capire come si misurano tempi così lunghi può partire dalla scala delle ere geologiche, che divide la storia della Terra in eoni, ere e periodi.

La mappa si può esplorare liberamente sul sito Ancient Earth. Per un approfondimento sulla teoria si può leggere la voce Pangea su Wikipedia. Altri articoli sulla storia del nostro pianeta si trovano nella sezione Clima e ambiente.

Casi correlati

Alieni Grigi il mistero dei Greys

Alieni Grigi il mistero dei Greys

TrES-2b l’esopianeta nero come il carbone

TrES-2b l’esopianeta nero come il carbone

Crop Circles cosa sono davvero i cerchi nel grano?

Crop Circles cosa sono davvero i cerchi nel grano?

Centrale solare a doppia torre 30.000 specchi per il sole

Centrale solare a doppia torre 30.000 specchi per il sole