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Antlia 2 un enorme galassia fantasma

Antlia 2 un enorme galassia fantasma

Può una galassia grande quanto la Grande Nube di Magellano nascondersi per secoli a due passi dalla Via Lattea? La risposta è sì. Nel 2018 un gruppo internazionale di astronomi ha annunciato la scoperta di Antlia 2, una galassia satellite della nostra, enorme ma così debole da essere stata definita una galassia fantasma.

Nascosta dietro il disco

Antlia 2 prende il nome dalla costellazione della Macchina Pneumatica (Antlia, in latino), nel cielo australe, nella cui direzione si trova. Dista circa 130.000 anni luce dalla Terra. Il suo nascondiglio era perfetto: si trova dietro il disco della Via Lattea, in una zona del cielo affollata di stelle e oscurata dalle polveri della nostra galassia. Gli astronomi chiamano questa fascia la zona di evitamento, proprio perché è difficile osservare cosa c'è dietro.

A questo si aggiunge la sua estrema debolezza. Antlia 2 si estende su una regione di cielo più ampia di quella occupata da decine di Lune piene, ma è circa 4.000 volte meno luminosa della Grande Nube di Magellano. Le sue stelle sono sparse e rarefatte: una nebbia stellare quasi invisibile contro lo sfondo della nostra galassia.

Come l'ha trovata Gaia

La scoperta è stata possibile grazie a Gaia, il satellite dell'Agenzia spaziale europea lanciato nel 2013 per misurare con precisione posizione, distanza e movimento di oltre un miliardo di stelle. Nel 2018 fu pubblicato il secondo grande catalogo della missione, e un gruppo guidato dall'astronomo Gabriel Torrealba, allora all'Academia Sinica di Taiwan, lo analizzò cercando stelle di un tipo particolare: le RR Lyrae, stelle vecchie e variabili che pulsano con un ritmo regolare e sono ottime per misurare le distanze.

I ricercatori notarono un gruppo di queste stelle che si muoveva insieme nel cielo, tutte alla stessa distanza. Era la firma di un oggetto unico. Le osservazioni successive con il telescopio anglo-australiano confermarono che quelle stelle condividevano anche la stessa velocità: appartenevano a una galassia fino ad allora sconosciuta.

Una galassia che non dovrebbe esistere

Antlia 2 non è solo difficile da vedere: è anche difficile da spiegare. Le galassie nane sono di solito compatte: più sono piccole, più le loro stelle sono concentrate. Antlia 2 è invece estesa come una galassia molto più massiccia ma con pochissime stelle, e la sua densità è tra le più basse mai misurate.

Gli astronomi hanno avanzato due ipotesi principali. La prima è che Antlia 2 abbia subito nel tempo le forti forze mareali della Via Lattea: passando vicino al nostro disco, la gravità della galassia maggiore l'avrebbe "stirata", strappandole materia e rendendola più diffusa. La seconda riguarda la materia oscura: episodi di formazione stellare intensa e le esplosioni di supernova potrebbero aver spinto verso l'esterno sia il gas sia la materia oscura, facendo gonfiare la galassia.

Nessuna delle due spiegazioni convince del tutto, e alcuni ricercatori ritengono che Antlia 2 possa mettere alla prova i modelli attuali su come la materia oscura si distribuisce nelle galassie piccole.

Le increspature della Via Lattea

C'è un'ulteriore ipotesi affascinante. Il disco della nostra galassia non è piatto: nelle sue parti più esterne presenta delle increspature, come le onde sulla superficie di uno stagno. Nel 2019 un gruppo di ricercatori guidato da Sukanya Chakrabarti propose che queste deformazioni potessero essere il risultato di un passaggio ravvicinato di una galassia nana ricca di materia oscura, e mostrò che Antlia 2 aveva le caratteristiche giuste. Le misure del movimento della galassia sembrano compatibili con un passaggio vicino al disco avvenuto centinaia di milioni di anni fa. È un'ipotesi ancora da verificare, ma mostra quanto le galassie vicine possano influenzarsi a vicenda.

La famiglia della Via Lattea

La nostra galassia è circondata da decine di galassie satelliti, dalle più note, la Grande e la Piccola Nube di Magellano visibili a occhio nudo dall'emisfero australe, a una lunga serie di galassie nane scoperte negli ultimi vent'anni grazie alle grandi survey del cielo. Molte sono minuscole, con poche migliaia di stelle, e alcune sono in via di distruzione, come la galassia nana del Sagittario, che si sta lentamente disgregando attorno alla Via Lattea.

Ogni nuova scoperta aiuta a capire come si formano le galassie: secondo il modello cosmologico più accettato le galassie grandi crescono inglobando quelle piccole, e i satelliti che vediamo oggi sono i sopravvissuti di questo processo. Anche la polvere e il gas che si trovano tra le stelle raccontano una storia simile, come spiega l'articolo sulla doppia origine della polvere cosmica.

Quante galassie mancano all'appello?

Antlia 2 suggerisce che attorno alla Via Lattea possano esserci altre galassie fantasma ancora da scoprire, troppo deboli o troppo nascoste per essere viste con i metodi tradizionali. I futuri cataloghi di Gaia e i grandi telescopi per survey, come l'Osservatorio Vera Rubin in Cile, potrebbero rivelarne molte altre.

La scoperta ricorda anche quanto il nostro sguardo sull'universo sia ancora parziale, perfino nel nostro quartiere cosmico. Un tema che torna spesso quando ci si chiede se la Via Lattea sia popolata da altre forme di vita: prima di rispondere, dobbiamo ancora finire di censirla.

Per approfondire si può leggere la voce Antlia 2 su Wikipedia in inglese. Altre scoperte sulle galassie si trovano nella sezione Astronomia.

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