Un'automobile che, arrivata davanti a un ostacolo, si alza sulle proprie zampe e lo scavalca camminando. Sembra una scena da film di fantascienza, e invece è il progetto che Hyundai ha presentato al CES di Las Vegas nel gennaio 2019: si chiama Elevate ed è stato definito dall'azienda coreana un "veicolo a mobilità definitiva".
Metà auto, metà robot
L'idea alla base di Elevate è unire due modi di muoversi. Su strada si comporta come un'auto normale: le quattro ruote, alimentate da motori elettrici, toccano terra e le zampe restano ripiegate sotto la carrozzeria. Quando la strada finisce, però, le quattro gambe robotiche si estendono e il veicolo può camminare, con le ruote che diventano i "piedi".
Ogni zampa ha più articolazioni e un motore dedicato, e secondo Hyundai il sistema permetterebbe di muoversi in modo simile a un mammifero o a un rettile, adattando l'andatura al terreno. Il veicolo potrebbe così scavalcare un muretto alto circa un metro e mezzo, attraversare un fosso largo altrettanto e mantenere l'abitacolo orizzontale anche su pendii e macerie.
Al CES Hyundai mostrò un modellino funzionante in scala ridotta, che camminava e si sollevava sul palco, insieme a un video di animazione che illustrava gli usi possibili.
A cosa servirebbe
Il progetto è nato pensando soprattutto alle emergenze. Dopo un terremoto, uno tsunami o un'alluvione, le strade possono essere interrotte da detriti, crolli e fango. I mezzi di soccorso tradizionali restano bloccati proprio quando servono di più. Un veicolo capace di arrampicarsi sulle macerie potrebbe portare soccorritori e materiali sanitari nei punti più difficili, e trasportare feriti fuori dalle zone colpite.
Hyundai immaginava anche un uso per le persone con disabilità motorie: un veicolo che arriva fino alla porta di casa, sale un gradino e si abbassa per permettere di salire in carrozzina direttamente dall'uscio, senza bisogno di rampe.
Dalla fantascienza alla robotica reale
L'idea di veicoli con le gambe non è nuova. Già negli anni Sessanta l'esercito statunitense sperimentò un "camion che cammina" a quattro zampe, controllato da un operatore che muoveva braccia e gambe dentro l'abitacolo. Il veicolo funzionava, ma era lentissimo e faticoso da guidare. Negli anni Ottanta e Novanta la ricerca sui robot con zampe si è spostata nei laboratori universitari, fino ad arrivare ai robot quadrupedi moderni, come quelli di Boston Dynamics, capaci di correre, saltare e rialzarsi dopo una caduta.
Il salto di qualità è venuto dai sensori e dai sistemi di controllo: oggi un robot può misurare migliaia di volte al secondo la posizione di ogni articolazione e l'inclinazione del corpo, e correggere l'appoggio in tempo reale. Hyundai, del resto, ha acquisito proprio Boston Dynamics nel 2021, segno che l'interesse per la robotica con zampe non era solo una trovata da fiera.
È curioso pensare che l'idea di trasmettere il movimento ad articolazioni meccaniche risalga a molto prima: già nel Rinascimento Leonardo da Vinci progettava un automa cavaliere capace di muovere braccia e gambe grazie a pulegge e cavi.
Cosa ne è stato di Elevate
Elevate era un concept, cioè un prototipo dimostrativo, non un modello destinato alla vendita. Hyundai ha proseguito le ricerche nel suo studio dedicato ai nuovi veicoli, chiamato New Horizons Studio, e nel 2021 ha presentato un'evoluzione più piccola e senza pilota, chiamata TIGER: un veicolo a quattro zampe con ruote pensato per trasportare carichi in luoghi remoti e, in prospettiva, anche per l'esplorazione di altri pianeti.
Non esiste ancora un'auto camminante in commercio, e forse non esisterà mai nella forma immaginata nel 2019. I problemi da risolvere sono molti: il peso delle zampe e dei motori, il consumo di energia, la sicurezza a bordo durante la camminata, i costi. Ma molte soluzioni sviluppate per progetti come questo finiscono poi in applicazioni più semplici, come sospensioni attive o robot per la logistica.
Camminare su altri mondi
L'idea di un veicolo con ruote e zampe interessa anche le agenzie spaziali. I rover su Marte, per quanto robusti, restano bloccati se finiscono in una trappola di sabbia: è quello che è successo al rover Spirit della NASA nel 2009, rimasto intrappolato e mai più liberato. Un veicolo capace di sollevarsi e camminare fuori da una buca, o di arrampicarsi sulle pareti di un cratere, potrebbe esplorare zone oggi irraggiungibili.
La NASA ha sviluppato negli anni diversi prototipi ibridi, come l'ATHLETE, un grande veicolo a sei zampe con ruote pensato per trasportare moduli sulla superficie lunare. Anche le missioni attuali su Marte, come quella del rover Perseverance, mostrano quanto la mobilità sia il vero limite dell'esplorazione.
La mobilità del futuro
Elevate appartiene a una tendenza più ampia: immaginare veicoli che non siano solo mezzi di trasporto ma piattaforme robotiche capaci di adattarsi all'ambiente. Nello stesso periodo sono stati presentati droni per il trasporto di persone, robot per le consegne a domicilio e veicoli modulari che cambiano forma a seconda dell'uso.
Molte tecnologie che oggi diamo per scontate sono nate da idee considerate stravaganti, come il World Wide Web, proposto al CERN nel 1989 con un documento giudicato "vago, ma interessante".
Non tutti questi progetti arriveranno sulle strade, ma insieme raccontano come la tecnologia stia cambiando il modo di pensare la mobilità, così come progetti come Destination Earth stanno cambiando il modo di simulare il pianeta. Per approfondire la storia dei robot con zampe si può consultare la voce Legged robot su Wikipedia. Altri articoli si trovano nella sezione Tecnologia.




