Vai al contenuto

Blanet una nuova specie di pianeti

Blanet una nuova specie di pianeti

Siamo abituati a pensare che i pianeti nascano attorno alle stelle, nei dischi di gas e polvere che le circondano quando sono giovani. Ma cosa succede nei dischi, molto più grandi, che circondano i buchi neri supermassicci al centro delle galassie? Secondo alcuni astrofisici giapponesi, anche lì potrebbero formarsi dei pianeti. Li hanno chiamati blanet, dalla fusione delle parole inglesi black hole e planet.

I dischi attorno ai buchi neri

Al centro di quasi tutte le grandi galassie si trova un buco nero con una massa da milioni a miliardi di volte quella del Sole. Alcuni di questi buchi neri sono "attivi": attirano grandi quantità di gas e polvere, che formano attorno a loro un disco di accrescimento caldissimo e luminoso. Queste galassie sono chiamate nuclei galattici attivi, e i più brillanti sono i quasar.

Più all'esterno, a distanze di qualche anno luce dal buco nero, il disco si raffredda e si ispessisce, formando una specie di ciambella di gas e polvere. Lì la temperatura è abbastanza bassa da permettere all'acqua e ad altre sostanze di congelare sui granelli di polvere, come succede nei dischi attorno alle stelle giovani al di là della cosiddetta "linea della neve".

La teoria dei blanet

Nel 2019 un gruppo di ricercatori guidato da Keiichi Wada, dell'Università di Kagoshima, ha pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal uno studio teorico su questa possibilità. Applicando ai dischi dei buchi neri gli stessi modelli usati per spiegare la formazione dei pianeti attorno alle stelle, hanno calcolato che i granelli di polvere ghiacciata potrebbero scontrarsi e aggregarsi, formando prima corpi di pochi centimetri, poi di metri, fino a diventare pianeti.

Secondo le simulazioni, nelle zone esterne del disco, a qualche anno luce dal buco nero, si potrebbero formare oggetti con una massa fino a dieci volte quella della Terra, in tempi di alcune centinaia di milioni di anni. In una sola galassia potrebbero nascerne decine di migliaia. Nel 2020 gli stessi autori hanno aggiornato il modello, tenendo conto di come la polvere si comporta in un ambiente così diverso, e hanno confermato che la formazione dei blanet è possibile, anche se le condizioni devono essere quelle giuste.

Mondi molto strani

I blanet sarebbero diversi da qualsiasi pianeta conosciuto. Orbiterebbero attorno al buco nero in tempi lunghissimi, forse milioni di anni per un giro completo. Non avrebbero una stella vicina a scaldarli, e sarebbero immersi in un ambiente pieno di radiazioni provenienti dal disco di accrescimento. Probabilmente sarebbero mondi freddi, ghiacciati e ostili a qualsiasi forma di vita.

Per come sono definiti dall'Unione Astronomica Internazionale, i pianeti devono orbitare attorno a una stella: i blanet, tecnicamente, sarebbero quindi una nuova categoria di oggetti. Non sono l'unica idea insolita nel campo: si ipotizzano anche pianeti che vagano da soli nello spazio, senza stella, espulsi dai loro sistemi. Alcuni di questi pianeti "orfani" sono già stati individuati. I mondi più strani finora scoperti sono raccontati nell'articolo sui pianeti estremi.

Potremo mai vederli?

Per ora i blanet sono una previsione teorica, e osservarli sarà difficilissimo. Si trovano nei nuclei di galassie lontane milioni di anni luce, immersi in regioni di gas e polvere che assorbono la luce, accanto a sorgenti luminosissime. Con i telescopi attuali non è possibile vederli direttamente.

Gli autori suggeriscono che potrebbero essere individuati in modo indiretto, per esempio attraverso le piccole variazioni che provocano nelle emissioni del disco, o con radiotelescopi ad altissima risoluzione come ALMA, in Cile, capaci di osservare le strutture dei dischi di polvere. I pianeti attorno alle stelle, del resto, sono stati scoperti quasi tutti in modo indiretto, come WASP-62b, studiato attraverso la luce della sua stella filtrata dalla sua atmosfera.

Pianeti in ambienti estremi

L'idea dei blanet non è così lontana da altre scoperte che hanno sorpreso gli astronomi. Il primo pianeta extrasolare confermato, nel 1992, non orbitava attorno a una stella normale, ma attorno a una pulsar, il resto di una stella esplosa come supernova: un ambiente che si riteneva impossibile per un pianeta. Altri pianeti sono stati trovati attorno a nane bianche, stelle morenti, e in sistemi con due o tre stelle. Ogni volta la natura ha mostrato che i pianeti si formano, o sopravvivono, in condizioni molto più varie di quanto si immaginasse. I blanet sarebbero il caso più estremo di tutti.

Buchi neri e nuove domande

L'idea dei blanet mostra quanto l'ambiente attorno ai buchi neri sia ancora poco conosciuto. I buchi neri supermassicci non sono solo mostri che divorano tutto: sono circondati da strutture complesse, in cui si formano stelle, si muovono nubi di gas e, forse, nascono pianeti. La ricerca sui buchi neri di ogni taglia, compresi quelli di massa intermedia, sta rivelando un universo più vario di quanto si pensasse.

Per approfondire si può consultare la voce Blanet su Wikipedia in inglese. Altri articoli sugli esopianeti si trovano nella sezione Pianeti.

Casi correlati

Alieni Grigi il mistero dei Greys

Alieni Grigi il mistero dei Greys

TrES-2b l’esopianeta nero come il carbone

TrES-2b l’esopianeta nero come il carbone

Crop Circles cosa sono davvero i cerchi nel grano?

Crop Circles cosa sono davvero i cerchi nel grano?

Che cosa è una Abduction? Tutto ciò che devi sapere sul fenomeno

Che cosa è una Abduction? Tutto ciò che devi sapere sul fenomeno