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Da ottobre la Terra e la Luna avranno compagnia. Una mini luna sta entrando nell'orbita terrestre

Da ottobre la Terra e la Luna avranno compagnia. Una mini luna sta entrando nell'orbita terrestre

Abbiamo una sola Luna, giusto? Quasi sempre. Ogni tanto, però, la gravità terrestre cattura per qualche mese un piccolo oggetto di passaggio, che gira attorno al nostro pianeta prima di tornare a vagare nello spazio. Gli astronomi le chiamano mini-lune, o satelliti temporanei. Nell'autunno del 2020 se ne è avvicinata una molto particolare: non era un asteroide, ma un pezzo di storia dell'esplorazione spaziale.

Cos'è una mini-luna

La Terra si muove nello spazio insieme a molti piccoli asteroidi che hanno orbite simili alla sua attorno al Sole. Quando uno di questi passa vicino al nostro pianeta a bassa velocità relativa, la gravità terrestre può "catturarlo" per un breve periodo. L'oggetto compie allora uno o più giri attorno alla Terra, lungo traiettorie irregolari e complicate, influenzate anche dalla Luna e dal Sole, prima di sfuggire di nuovo.

Le mini-lune sono di solito piccolissime, pochi metri di diametro, e difficili da individuare. Secondo le simulazioni, in ogni momento potrebbe esserci almeno una mini-luna di un metro o più in orbita attorno alla Terra, ma la maggior parte passa inosservata.

Le mini-lune conosciute

La prima mini-luna confermata è stata 2006 RH120, un asteroide di pochi metri che ha orbitato attorno alla Terra tra il 2006 e il 2007. Nel febbraio 2020 gli astronomi del Catalina Sky Survey, in Arizona, hanno scoperto 2020 CD3, un oggetto di 1-3 metri che era probabilmente in orbita attorno alla Terra già da un paio d'anni e che si è allontanato nell'aprile dello stesso anno.

Nel settembre 2024 la Terra ha catturato per circa due mesi l'asteroide 2024 PT5, di circa 10 metri. Le analisi del suo spettro suggeriscono che potrebbe essere un frammento di roccia lunare, lanciato nello spazio da un antico impatto sulla Luna.

La mini-luna del 2020 che era un razzo

Nel settembre 2020 il sistema di sorveglianza Pan-STARRS, alle Hawaii, individuò un oggetto in avvicinamento alla Terra, chiamato 2020 SO. I calcoli indicavano che sarebbe stato catturato temporaneamente dalla gravità terrestre tra novembre 2020 e marzo 2021. Ma c'era qualcosa di strano: l'oggetto si muoveva troppo lentamente rispetto alla Terra, e la sua orbita attorno al Sole era quasi identica a quella del nostro pianeta, cosa insolita per un asteroide.

Paul Chodas, direttore del Center for Near Earth Object Studies della NASA, ipotizzò che potesse trattarsi di un oggetto artificiale. Ricostruendo la sua orbita all'indietro, trovò che nel 1966 era passato molto vicino alla Terra. In quell'anno era stata lanciata la sonda Surveyor 2, diretta sulla Luna con un razzo Atlas-Centaur. Lo stadio superiore del razzo, il Centaur, dopo aver spinto la sonda verso la Luna, era finito in orbita attorno al Sole.

Le osservazioni spettroscopiche con il telescopio a infrarossi della NASA alle Hawaii confermarono l'ipotesi: la luce riflessa dall'oggetto corrispondeva a quella dell'acciaio inossidabile verniciato di bianco usato per i Centaur. Dopo 54 anni, il vecchio stadio di razzo era tornato a trovarci. Rimase in orbita attorno alla Terra per alcuni mesi e poi, nel marzo 2021, se ne andò di nuovo.

Detriti nello spazio profondo

Il caso di 2020 SO non è unico. Negli anni sono stati individuati altri oggetti presi inizialmente per asteroidi e poi riconosciuti come stadi di razzi o componenti di missioni spaziali. Nel 2015, per esempio, un oggetto chiamato WT1190F rientrò nell'atmosfera sopra l'oceano Indiano: era probabilmente un pezzo di una missione lunare. Sono la testimonianza di sessant'anni di esplorazione, che ha lasciato rottami non solo in orbita bassa, dove i detriti spaziali sono un problema crescente, ma anche nello spazio tra la Terra e la Luna.

Come si distingue un razzo da un asteroide

Oltre allo spettro della luce riflessa, gli astronomi hanno un altro indizio per riconoscere un oggetto artificiale: la pressione della radiazione solare. La luce del Sole esercita una spinta minuscola su tutto ciò che colpisce. Su un asteroide, pieno e compatto, l'effetto è trascurabile. Su uno stadio di razzo, grande ma vuoto e leggero, la spinta è abbastanza forte da modificare leggermente l'orbita nel giro di qualche settimana. Misurando con precisione la traiettoria di 2020 SO, i ricercatori hanno trovato proprio questo effetto, compatibile con un cilindro metallico cavo e non con una roccia.

Quasi-satelliti e compagni della Terra

Oltre alle mini-lune, la Terra ha altri "compagni di viaggio": i quasi-satelliti. Sono asteroidi che orbitano attorno al Sole con un periodo quasi identico a quello terrestre e che, visti dalla Terra, sembrano girarci attorno, anche se in realtà non sono legati alla nostra gravità. Il più noto è Kamo'oalewa, di circa 40-100 metri, che potrebbe essere un frammento della Luna. La Cina ha lanciato nel 2025 la missione Tianwen-2 per raccoglierne campioni e riportarli sulla Terra.

Studiare questi oggetti è utile per capire la storia del sistema Terra-Luna e per la difesa planetaria, come racconta l'articolo sulla simulazione di impatto di un asteroide. E la nostra Luna vera, con le sue sorprese come l'acqua sulla superficie, resta il satellite più studiato di tutti. Per approfondire si può consultare la voce Temporary satellite su Wikipedia in inglese. Altri articoli si trovano nella sezione Astronomia.

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