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Il monte Roraima un’isola tra le nuvole

Il monte Roraima un’isola tra le nuvole

Al confine tra Venezuela, Brasile e Guyana si alza dalla savana un gigantesco blocco di roccia dalle pareti verticali, con la cima piatta quasi sempre avvolta dalle nuvole. È il monte Roraima, il più alto dei tepui, le montagne a tavola della regione della Gran Sabana. Un luogo così isolato e strano da aver ispirato uno dei romanzi d'avventura più famosi di sempre.

Che cos'è un tepui

La parola tepui viene dalla lingua dei Pemón, il popolo indigeno che abita la regione, e significa "casa degli dèi". I tepui sono altopiani di arenaria con la sommità piatta e le pareti a strapiombo, alte fino a mille metri. Sono i resti di un'antichissima distesa di sedimenti depositati quasi due miliardi di anni fa, quando il Sudamerica e l'Africa facevano parte dello stesso supercontinente.

Nel corso di centinaia di milioni di anni l'erosione ha smantellato gran parte di quell'altopiano, lasciando in piedi solo i blocchi più resistenti: i tepui che vediamo oggi, sparsi come isole nella foresta e nella savana. Sono tra le formazioni rocciose più antiche della Terra esposte in superficie.

La montagna delle nuvole

Il Roraima raggiunge i 2.810 metri di altitudine e la sua sommità ha una superficie di circa 31 chilometri quadrati. Il punto più alto si trova in Venezuela, mentre il cosiddetto "punto triplo", dove si incontrano i tre confini nazionali, è segnato da un cippo di cemento sull'altopiano.

In cima piove quasi tutti i giorni dell'anno. L'acqua scorre sulla roccia nuda, riempie pozze e stagni e precipita dalle pareti in cascate spettacolari, alcune delle quali alimentano fiumi che arrivano fino al bacino dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni. Per i Pemón il Roraima è la "madre di tutte le acque".

Il paesaggio sulla sommità sembra quello di un altro pianeta: rocce nere scolpite dall'erosione in forme bizzarre, labirinti di fessure, piccole valli di cristalli di quarzo, piscine naturali. Il nero della roccia non è il suo colore originale, ma è dovuto a una pellicola di alghe e batteri che ricopre l'arenaria rosata.

Il mondo perduto

Il primo europeo a raggiungere la vetta fu l'esploratore britannico Everard im Thurn, nel 1884, lungo una rampa naturale che ancora oggi è la via usata dagli escursionisti. I resoconti delle spedizioni nella regione dei tepui affascinarono lo scrittore Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes.

Nel 1912 Conan Doyle pubblicò Il mondo perduto, in cui un gruppo di esploratori guidati dal professor Challenger scopre un altopiano isolato del Sudamerica dove sono sopravvissuti dinosauri e uomini primitivi. Il romanzo ebbe un successo enorme e diede vita a un intero genere, fino ai film di Jurassic Park, il cui secondo capitolo porta proprio il titolo del libro.

Un'isola nel cielo

I dinosauri non ci sono, ma l'idea di Conan Doyle non era del tutto infondata. L'isolamento dei tepui, separati dalla foresta sottostante da pareti invalicabili e da un clima completamente diverso, li ha trasformati in vere isole biologiche. Sulle loro cime vivono piante e animali che non si trovano da nessun'altra parte.

Sul Roraima crescono numerose piante carnivore, come le Heliamphora, a forma di tubo, e varie specie di drosere: in un suolo poverissimo di nutrienti, catturare insetti è un modo per procurarsi l'azoto. Vive qui anche una minuscola rana nera, l'Oreophrynella, che non salta né nuota bene: quando è minacciata si chiude a palla e rotola giù dalle rocce.

Ogni tepui ha le sue specie, perché milioni di anni di isolamento hanno permesso l'evoluzione di forme diverse su ciascuna cima. È un laboratorio naturale di evoluzione, simile per certi versi alle isole Galápagos.

Leggende e misteri

Per i Pemón il Roraima è il ceppo di un albero gigantesco abbattuto nei tempi del mito, dal quale uscirono tutti i frutti della terra e l'acqua che ne causò un diluvio. La montagna è abitata da spiriti ed è considerata un luogo sacro, da rispettare.

Negli ultimi decenni il Roraima è diventato anche meta di appassionati di misteri: alcuni lo considerano un luogo carico di energie o un punto di contatto con civiltà extraterrestri. Sono racconti che ricordano quelli legati ad altri luoghi naturali eccezionali, come le pietre vive della Romania. Non esistono prove di fenomeni inspiegabili: il fascino del Roraima è tutto nella sua geologia e nella sua natura.

Salire sul Roraima

Il Roraima fa parte del Parco nazionale Canaima, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1994, che comprende anche il Salto Angel, la cascata più alta del mondo. La salita è un trekking di più giorni che parte dal villaggio pemón di Paraitepui, attraversa la savana e affronta la rampa di accesso alla sommità. Non richiede tecniche alpinistiche, ma è faticosa e il tempo è spesso piovoso.

L'ecosistema della cima è fragile: le regole del parco vietano di raccogliere cristalli e piante e impongono di riportare a valle tutti i rifiuti. È un patrimonio naturale che, come il lago Baikal, custodisce specie uniche frutto di un lunghissimo isolamento.

La geologia sa creare paesaggi ancora più curiosi, come l'isola matrioska delle Filippine: un'isola in un lago su un'isola.

Per approfondire si può consultare la scheda UNESCO del Parco nazionale Canaima. Altri luoghi misteriosi si trovano nella sezione UFO, alieni e misteri.

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