Nel sud della Romania, nel villaggio di Costești, si trovano delle pietre che sembrano uscite da un racconto fantastico. Hanno forme arrotondate, a volte bitorzolute, alcune piccole come un sasso e altre grandi come un'auto. Secondo le voci più diffuse in rete "crescono", "si riproducono" e perfino "respirano". Sono i trovants, le cosiddette "pietre vive" della Romania. La realtà è meno magica, ma non meno affascinante.
Dove si trovano
I trovants più famosi si trovano nella contea di Vâlcea, in una vecchia cava di sabbia vicino a Costești, dove sono stati riportati alla luce dall'estrazione. L'area è stata trasformata in una riserva naturale, conosciuta come "Museo dei Trovants", che attira visitatori curiosi di vedere da vicino queste formazioni. Pietre simili si trovano anche in altre zone del paese e in molte parti del mondo, ma quelle di Costești sono particolarmente numerose e spettacolari.
Che cosa sono
Dal punto di vista geologico, i trovants sono concrezioni: masse di sabbia cementate da carbonato di calcio, formatesi all'interno di depositi sabbiosi più teneri. Il termine è stato introdotto in geologia dallo studioso romeno Gheorghe Munteanu-Murgoci all'inizio del Novecento.
Si sono formati milioni di anni fa, quando l'area era coperta da un antico mare e da ambienti fluviali. L'acqua ricca di minerali, filtrando attraverso la sabbia, depositava carbonato di calcio attorno a un nucleo, come un frammento di conchiglia o un sassolino. Strato dopo strato, la sabbia si cementava formando masse più dure e compatte. Quando la sabbia circostante, meno resistente, viene erosa dall'acqua o scavata, i trovants emergono in superficie.
Crescono davvero?
Il fenomeno che ha reso famosi i trovants è la loro presunta "crescita" dopo le piogge. Un fondo di verità c'è: le concrezioni possono effettivamente aumentare di dimensioni, perché l'acqua piovana che le attraversa porta con sé carbonato di calcio che si deposita e cementa nuova sabbia. Ma si tratta di un processo lentissimo: secondo le stime, pochi centimetri in centinaia o migliaia di anni.
La sensazione di vedere pietre che "germogliano" dipende soprattutto dall'erosione: dopo un temporale, la pioggia porta via la sabbia sciolta e rivela nuove protuberanze che prima erano nascoste. Anche le forme bitorzolute, che sembrano "gemme" o "figli" delle pietre, sono concrezioni più piccole cresciute attaccate a quelle più grandi. Le affermazioni secondo cui i trovants si muoverebbero o respirerebbero non hanno invece alcun fondamento scientifico.
Come si riconosce un trovant
Osservando i trovants da vicino si notano alcune caratteristiche tipiche. Se una pietra si rompe, all'interno si vedono spesso anelli concentrici, simili a quelli di un albero, che testimoniano la crescita per strati successivi. Al centro può comparire il nucleo attorno a cui la concrezione ha cominciato a formarsi, come un frammento di conchiglia. La superficie è granulosa al tatto, perché è fatta di sabbia cementata, e la roccia si sgretola più facilmente rispetto a un vero ciottolo di fiume.
Le dimensioni variano moltissimo, da pochi millimetri a diversi metri, e le forme sono le più diverse: sfere, cilindri, masse irregolari, a volte fuse tra loro. Proprio questa varietà ha contribuito alla loro fama.
Un'origine extraterrestre?
In rete circolano anche ipotesi più fantasiose, che attribuiscono ai trovants un'origine aliena o li collegano a meteoriti. Non c'è nessuna prova in questo senso: la composizione dei trovants è la stessa della sabbia e dei sedimenti in cui si trovano, e il processo di formazione è ben conosciuto e osservato in molte altre rocce del mondo.
Un caso simile riguarda le sfere di Klerksdorp, in Sudafrica, anch'esse concrezioni naturali spesso presentate come manufatti misteriosi. Altre concrezioni spettacolari sono le Moeraki Boulders in Nuova Zelanda, enormi sfere sparse su una spiaggia, e le pietre di Bowling Ball Beach in California.
Le leggende popolari
Gli abitanti della zona hanno da sempre un rapporto particolare con queste pietre. Una leggenda locale racconta che i trovants sarebbero il "peso" lasciato cadere dalle nuvole per poter viaggiare più leggere nel cielo. Alcuni abitanti usavano le pietre come decorazione nei giardini o come pietre tombali, e c'è chi, con un sorriso, racconta di "annaffiarle" perché crescano meglio.
Queste tradizioni mostrano come i fenomeni naturali insoliti abbiano sempre stimolato l'immaginazione umana, dando vita a storie che si tramandano di generazione in generazione.
Visitare i trovants
Il Museo dei Trovants di Costești è un'area all'aperto facilmente visitabile, in una zona collinare tra i Carpazi meridionali e la pianura del Danubio. È una meta interessante per chi viaggia in Romania, anche perché permette di osservare da vicino un processo geologico che di solito si svolge invisibile, sottoterra. È importante non danneggiare le pietre e non portarne via frammenti: si tratta di un patrimonio naturale protetto.
Le forme curiose dei trovants, alcune delle quali ricordano il simbolo dell'infinito, fanno pensare ad altri simboli antichi di ciclicità, come l'uroboro. Per una descrizione geologica più dettagliata si può consultare la voce Trovant su Wikipedia. Altri enigmi naturali ti aspettano nella sezione UFO, alieni e misteri.




