Nella costellazione di Cassiopea, la "W" ben riconoscibile nel cielo del nord, si nasconde un oggetto che sembra fatto apposta per San Valentino: una grande nube di gas rosso a forma di cuore. È la Nebulosa Cuore, catalogata come IC 1805, una delle immagini più amate dagli astrofotografi. A occhio nudo è invisibile, ma nelle fotografie a lunga esposizione rivela una struttura spettacolare.
Dove si trova
La Nebulosa Cuore si trova a circa 7.500 anni luce dalla Terra, in uno dei bracci a spirale della Via Lattea, il braccio di Perseo. È enorme: si estende per circa 200 anni luce, e nel cielo occupa un'area più ampia di quella della Luna piena. La luce che vediamo oggi è partita quando sulla Terra si sviluppavano le prime società agricole.
Accanto a lei si trova un'altra nebulosa simile, la Nebulosa Anima (IC 1848). Insieme formano la coppia chiamata "Cuore e Anima", spesso fotografata in un'unica grande immagine.
Perché è rossa
La Nebulosa Cuore è una nebulosa a emissione: una nube di gas, soprattutto idrogeno, che brilla di luce propria. Al suo centro si trova un giovane ammasso di stelle, Melotte 15, che contiene alcune stelle molto calde e massicce, decine di volte più pesanti del Sole. Queste stelle emettono una grande quantità di radiazione ultravioletta, che strappa gli elettroni agli atomi di idrogeno della nube.
Quando gli elettroni vengono ricatturati, gli atomi emettono luce a lunghezze d'onda precise. La più intensa è la riga chiamata H-alfa, di colore rosso intenso. È per questo che quasi tutte le nebulose a emissione appaiono rosse nelle fotografie. Altre sfumature, come il verde-azzurro dell'ossigeno ionizzato, compaiono nelle immagini realizzate con filtri speciali. Gli astrofotografi spesso combinano queste emissioni assegnando loro colori diversi, secondo la cosiddetta "palette Hubble", che rende visibili zone di composizione e temperatura differenti all'interno della stessa nube.
Scolpita dalle stelle
La forma della nebulosa non è casuale. Le stelle massicce al centro emettono non solo radiazione ma anche un forte vento stellare, un flusso di particelle che spinge il gas verso l'esterno. Nel corso di qualche milione di anni questi venti hanno scavato una cavità al centro della nube, lasciando le pareti più dense attorno. Il risultato è la caratteristica sagoma, con i bordi più luminosi e un interno più scuro.
Sul bordo della nebulosa si vedono colonne e dita di gas più denso, simili ai famosi "Pilastri della Creazione" della Nebulosa Aquila. In queste zone la pressione della radiazione comprime il gas e può innescare la nascita di nuove stelle. Le nebulose come questa sono quindi veri e propri vivai stellari: le stelle giovani distruggono la nube che le ha generate, ma nel farlo ne fanno nascere altre.
Una nebulosa con un nome curioso
Una parte più luminosa della nebulosa, vicino a un'estremità, ha un proprio numero di catalogo, NGC 896, perché fu la prima zona a essere osservata, dall'astronomo William Herschel nel 1787. Solo in seguito, con le lastre fotografiche, fu riconosciuta l'estensione completa della nube. Anche la sigla IC viene da un catalogo storico: l'Index Catalogue, un'appendice del grande catalogo NGC compilata alla fine dell'Ottocento.
Le nebulose e la polvere cosmica
Le nebulose non sono fatte solo di gas. Contengono anche polvere: minuscoli grani di carbonio e silicati che assorbono la luce delle stelle e la riemettono nell'infrarosso. Nelle immagini ottiche la polvere appare come filamenti scuri che attraversano le zone luminose. Da dove venga questa polvere è un tema di ricerca attivo, raccontato nell'articolo sulla doppia origine della polvere cosmica.
Un'altra celebre nebulosa a emissione, più vicina e visibile a occhio nudo, è la Nebulosa di Orione, nella spada del cacciatore celeste: ne parliamo nell'articolo sulla costellazione di Orione.
Come osservarla e fotografarla
La Nebulosa Cuore è un oggetto difficile per l'osservazione visuale: la sua luce è diffusa e debole, concentrata proprio nel rosso a cui l'occhio umano è poco sensibile al buio. Con un piccolo telescopio si vede al massimo l'ammasso stellare centrale e qualche chiarore.
È invece uno dei soggetti preferiti dall'astrofotografia. Con una fotocamera, un obiettivo di focale medio-lunga e una montatura che segue il movimento del cielo, si possono ottenere immagini di grande effetto. I risultati migliori arrivano con fotocamere modificate per essere più sensibili alla riga H-alfa o con filtri a banda stretta, che permettono di fotografarla anche da cieli non perfettamente bui. Il periodo migliore in Italia va dall'autunno all'inverno, quando Cassiopea è alta nel cielo nelle prime ore della notte; essendo vicina al polo nord celeste, però, dalle nostre latitudini è visibile tutto l'anno.
Per saperne di più si può consultare la voce Nebulosa Cuore su Wikipedia. Altri oggetti del cielo profondo si trovano nella sezione Astronomia.




