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Costellazione di Orione il Cacciatore Celeste

Costellazione di Orione il Cacciatore Celeste

Nelle sere d'inverno, guardando verso sud, è impossibile non notarla: tre stelle allineate formano una "cintura", circondate da quattro stelle brillanti che disegnano la sagoma di un gigante. È Orione, il cacciatore celeste, una delle costellazioni più belle e riconoscibili del cielo. Oltre alla sua forma inconfondibile, Orione ospita alcune delle stelle più interessanti della galassia e una delle regioni di formazione stellare più studiate in assoluto.

Come trovare Orione

Orione è ben visibile da novembre ad aprile, nelle ore serali. Poiché si trova a cavallo dell'equatore celeste, può essere osservata da quasi tutte le regioni abitate della Terra: dall'emisfero sud appare "capovolta" rispetto a come la vediamo in Italia.

Il punto di partenza è la Cintura di Orione, tre stelle di luminosità simile allineate: Alnitak, Alnilam e Mintaka. Attorno alla cintura si trovano le quattro stelle principali: Betelgeuse in alto a sinistra, Bellatrix in alto a destra, Saiph in basso a sinistra e Rigel in basso a destra. Prolungando la linea della cintura verso sud-est si arriva a Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno; verso nord-ovest si incontra Aldebaran, l'occhio rosso del Toro.

Betelgeuse, la gigante rossa

Betelgeuse è una supergigante rossa, una stella enorme nelle ultime fasi della sua vita. Se si trovasse al posto del Sole, la sua superficie si estenderebbe oltre l'orbita di Marte. Si trova a una distanza stimata tra 500 e 700 anni luce, e il suo colore arancione è ben visibile anche a occhio nudo.

Tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020 Betelgeuse ha attraversato la "Grande Attenuazione", un calo di luminosità così marcato da far ipotizzare un'imminente esplosione. Gli studi successivi, compresi quelli con il telescopio Hubble, hanno mostrato che la causa era una grande nube di polvere espulsa dalla stella, che ne aveva temporaneamente oscurato una parte. Betelgeuse esploderà comunque come supernova, ma probabilmente tra decine di migliaia di anni. Quando accadrà, sarà visibile anche di giorno per settimane, senza alcun pericolo per la Terra.

Rigel e le altre stelle

Rigel è invece una supergigante blu, decine di migliaia di volte più luminosa del Sole, a circa 860 anni luce di distanza. Il contrasto di colore tra Betelgeuse, rossa, e Rigel, azzurra, è uno degli spettacoli più belli del cielo invernale e mostra a colpo d'occhio la differenza di temperatura tra le due stelle.

Anche le stelle della cintura sono giganti calde e luminose, lontane tra 800 e 2.000 anni luce circa. Mintaka si trova quasi esattamente sull'equatore celeste.

La Nebulosa di Orione

Sotto la cintura pende una fila di stelle più deboli che forma la "spada" di Orione. Nel mezzo, in una notte buia, si nota una piccola macchia lattiginosa: è la Grande Nebulosa di Orione, catalogata come M42. Si trova a circa 1.300 anni luce ed è la regione di formazione stellare di grandi dimensioni più vicina alla Terra.

Già con un piccolo telescopio si distingue al suo centro il Trapezio, un gruppo di quattro giovani stelle molto calde che illuminano e modellano il gas circostante. Le immagini dei telescopi spaziali Hubble e James Webb hanno rivelato al suo interno centinaia di stelle neonate e dischi protoplanetari, embrioni di nuovi sistemi solari.

La Testa di Cavallo

Poco a sud di Alnitak si trova una delle nebulose più famose del cielo: la Nebulosa Testa di Cavallo. Si tratta di una nube scura di gas e polvere cosmica che si staglia contro una nebulosa luminosa rossastra, assumendo la forma di una testa di cavallo. È molto difficile da osservare visualmente, ma è uno dei soggetti preferiti dagli astrofotografi. Tutta la regione è attraversata da nubi di gas che formano il complesso molecolare di Orione, una gigantesca "fabbrica" di stelle.

I miti del cacciatore

Nella mitologia greca Orione era un gigantesco e abilissimo cacciatore. Le versioni della sua morte sono diverse: in una delle più note, si vantò di poter uccidere tutti gli animali della Terra e la dea Gaia gli mandò contro uno scorpione, che lo punse mortalmente. Entrambi furono posti in cielo, ma in punti opposti: per questo, quando la costellazione dello Scorpione sorge, Orione tramonta, come se continuasse a fuggire.

Anche altre culture hanno visto in queste stelle figure importanti. Gli antichi Egizi associavano Orione a Osiride, dio della morte e della rinascita. Alcuni autori hanno proposto che la disposizione delle tre grandi piramidi di Giza riproduca le stelle della cintura, un'ipotesi molto discussa e non accettata dalla maggior parte degli egittologi.

Le Orionidi

Ogni anno, nella seconda metà di ottobre, dal cielo di Orione sembrano provenire le Orionidi, uno sciame di stelle cadenti generato dai detriti della cometa di Halley. Non è tra gli sciami più ricchi, ma le sue meteore sono veloci e spesso lasciano scie persistenti.

Per una descrizione completa di stelle e oggetti della costellazione si può consultare la voce Orione su Wikipedia. Altri articoli ti aspettano nella sezione Astronomia.

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