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Sakura: il significato spirituale dei fiori di ciliegio giapponesi

Sakura: il significato spirituale dei fiori di ciliegio giapponesi

Ogni primavera il Giappone si ferma per guardare i ciliegi in fiore. Parchi, viali e rive dei fiumi si riempiono di persone che stendono teli sotto gli alberi per mangiare, bere e ammirare i petali rosa e bianchi. Questa tradizione si chiama hanami, "guardare i fiori", ed è una delle più antiche e amate del Paese. Ma i sakura non sono solo uno spettacolo: sono un simbolo profondo della cultura giapponese, e anche uno strumento prezioso per studiare il clima.

Una fioritura breve

La fioritura dei ciliegi giapponesi è spettacolare e brevissima. Dal momento in cui i primi fiori si aprono alla piena fioritura passa circa una settimana, e dopo un'altra settimana, a volte meno se arrivano vento e pioggia, i petali cadono. In quei giorni gli alberi sembrano nuvole rosa sospese.

La varietà più diffusa oggi è la Somei Yoshino, un ibrido nato a Edo, l'odierna Tokyo, nel XIX secolo. Si riproduce solo per innesto: tutti gli alberi di questa varietà sono cloni geneticamente identici, e per questo, nella stessa zona, fioriscono quasi contemporaneamente. In Giappone esistono però centinaia di varietà di ciliegi ornamentali, alcune con fiori doppi, altre con rami piangenti.

Mono no aware: la bellezza che passa

Il significato spirituale dei sakura è legato a un concetto centrale dell'estetica giapponese: mono no aware, spesso tradotto come "il pathos delle cose". È la consapevolezza, dolce e malinconica insieme, che tutto è impermanente. I fiori di ciliegio sono belli proprio perché durano poco: la loro caduta ricorda che anche la giovinezza, la felicità e la vita stessa sono passeggere.

Questa sensibilità ha radici nel buddhismo, che insegna l'impermanenza di tutte le cose, e nella poesia classica. Già nelle antologie poetiche dell'epoca Heian, tra il IX e il XII secolo, il ciliegio in fiore è uno dei temi più ricorrenti. Nell'antichità il fiore per eccellenza era il susino, arrivato dalla Cina; il passaggio al ciliegio come simbolo nazionale segnò anche l'affermazione di un gusto più propriamente giapponese.

I samurai e i fiori che cadono

Con il tempo il ciliegio divenne anche un simbolo della classe guerriera. I samurai vedevano nel fiore che cade al culmine della sua bellezza l'immagine di una vita dedicata al dovere, pronta a interrompersi senza rimpianti. Questo simbolismo fu ripreso e distorto dalla propaganda militarista nella prima metà del Novecento: durante la Seconda guerra mondiale i piloti delle missioni suicide venivano paragonati a petali di ciliegio che cadono per l'imperatore, e alcuni aerei portavano disegnato il fiore.

Dopo la guerra i sakura sono tornati a essere soprattutto un simbolo di rinascita, di primavera e di amicizia. Nel 1912 il sindaco di Tokyo donò alla città di Washington circa tremila ciliegi, piantati lungo il Tidal Basin, che ancora oggi attirano ogni anno folle di visitatori per il National Cherry Blossom Festival.

Il fronte dei ciliegi

La fioritura è un evento così importante che in Giappone viene seguita come una previsione del tempo. Ogni anno l'agenzia meteorologica e diverse società private pubblicano le previsioni del sakura zensen, il "fronte dei ciliegi", che avanza da sud verso nord: comincia a Okinawa già a gennaio, arriva a Tokyo e Kyoto tra fine marzo e inizio aprile e raggiunge l'Hokkaido a maggio. Per ogni città viene osservato un albero campione: quando su quell'albero si aprono almeno cinque o sei fiori, la stagione è ufficialmente iniziata.

Mille anni di dati sul clima

Proprio questa passione ha prodotto uno dei registri climatici più lunghi del mondo. A Kyoto la data di piena fioritura dei ciliegi è stata annotata in diari, cronache di corte e documenti dei templi per oltre 1.200 anni, a partire dal IX secolo. Il climatologo Yasuyuki Aono ha raccolto e ricostruito questi dati, creando una serie che permette di stimare le temperature primaverili del passato.

Per secoli la data media di fioritura è rimasta intorno a metà aprile, con oscillazioni legate alle variazioni naturali del clima. Dalla fine dell'Ottocento, però, la fioritura ha cominciato ad anticipare sempre di più. Nel 2021 la piena fioritura a Kyoto è arrivata il 26 marzo, la data più precoce di tutta la serie storica. Il riscaldamento globale e l'effetto isola di calore della città sono considerati le cause principali.

I ciliegi di Kyoto sono così diventati un indicatore visibile del cambiamento climatico, un po' come i ghiacciai che arretrano. Un tema al centro di progetti come Destination Earth, che punta a simulare il clima del pianeta con un gemello digitale.

Hanami oggi

Oggi l'hanami è una festa popolare, tra picnic, lanterne accese per l'yozakura, i ciliegi illuminati di notte, e dolci a tema. Ma dietro la festa rimane il senso antico: fermarsi a guardare qualcosa di bello proprio perché non durerà. La cultura giapponese ha dato forme molto diverse al rapporto con la natura e il sacro, come raccontano anche le antiche statuette dogu.

La fioritura dei ciliegi arriva poco dopo l'equinozio di primavera, quando il giorno e la notte hanno quasi la stessa durata.

Per approfondire la tradizione si può leggere la voce Hanami su Wikipedia. Altri articoli su natura e clima si trovano nella sezione Clima e ambiente.

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