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La Placca dei Pioneer

La Placca dei Pioneer

Da oltre cinquant'anni due sonde viaggiano verso le stelle portando con sé un messaggio inciso su una piccola placca di metallo dorato. È la placca dei Pioneer, il primo tentativo dell'umanità di presentarsi a eventuali civiltà extraterrestri con un oggetto fisico. Una specie di biglietto da visita cosmico, lanciato nel vuoto senza sapere se qualcuno lo leggerà mai.

Le sonde Pioneer 10 e 11

Pioneer 10 fu lanciata dalla NASA il 2 marzo 1972. Fu la prima sonda ad attraversare la fascia degli asteroidi e la prima a sorvolare Giove, nel dicembre 1973. La sua gemella Pioneer 11, lanciata nell'aprile 1973, sorvolò Giove e poi, per prima, Saturno. Dopo gli incontri con i pianeti giganti, entrambe le sonde erano destinate a lasciare il Sistema solare e a vagare per sempre nella galassia.

Fu proprio questa prospettiva a far nascere l'idea: se un giorno una civiltà aliena avesse trovato una delle sonde, avrebbe potuto capire da dove veniva e chi l'aveva costruita?

Un progetto nato in tre settimane

L'idea venne al giornalista Eric Burgess, che la propose all'astronomo Carl Sagan. Sagan coinvolse l'astronomo Frank Drake, il pioniere della ricerca di segnali extraterrestri e autore della famosa equazione sulla probabilità di vita intelligente nella galassia. Il disegno fu realizzato dall'artista Linda Salzman Sagan, allora moglie di Carl. La NASA approvò il progetto e il tutto fu completato in circa tre settimane, per rispettare i tempi del lancio.

La placca misura circa 23 × 15 centimetri ed è fatta di alluminio anodizzato con oro, per resistere alla corrosione nello spazio interstellare per milioni di anni. È fissata ai supporti dell'antenna, in una posizione protetta dalla polvere interstellare.

Cosa c'è disegnato

Il messaggio è composto da pochi elementi, pensati per essere comprensibili a chiunque conosca la fisica e la matematica:

  • L'atomo di idrogeno: in alto a sinistra, due cerchi rappresentano la transizione iperfine dell'idrogeno, l'elemento più comune dell'universo. Questa transizione emette onde radio con una lunghezza d'onda di 21 centimetri e una frequenza precisa. Diventa così l'unità di misura di tutta la placca, per le lunghezze e per il tempo.
  • La mappa delle pulsar: a sinistra, una serie di linee che partono da un punto centrale indica la posizione del Sole rispetto a 14 pulsar. Lungo ogni linea, un codice binario indica il periodo di rotazione della pulsar. Poiché le pulsar rallentano nel tempo in modo prevedibile, la mappa permetterebbe anche di calcolare quando la sonda è stata lanciata. Cosa siano le pulsar è spiegato nell'articolo sulla pulsar palla di cannone.
  • Un uomo e una donna: a destra, due figure umane nude in piedi davanti a una sagoma della sonda, per indicarne le proporzioni. L'uomo alza la mano destra in segno di saluto. L'altezza della donna è indicata anche in unità della lunghezza d'onda dell'idrogeno.
  • Il Sistema solare: in basso, il Sole e i pianeti, con la traiettoria della sonda che parte dal terzo pianeta, la Terra, e passa accanto a Giove.

Polemiche sulla Terra

La placca fece discutere, ma più sulla Terra che nello spazio. Alcuni giornali e lettori protestarono per la nudità delle figure, accusando la NASA di aver spedito "pornografia" nello spazio con i soldi dei contribuenti. Altri criticarono il fatto che le figure rappresentassero solo un tipo di essere umano, o che la donna avesse un ruolo passivo rispetto all'uomo che saluta.

Ci furono anche critiche più sottili. Il gesto della mano alzata, ovvio per noi, potrebbe non significare nulla per un alieno, o potrebbe essere scambiato per una parte anatomica. La freccia che indica la traiettoria della sonda è un simbolo nato da una cultura di cacciatori con arco: un alieno che non conosce le frecce potrebbe non capirla. Il problema di comunicare con una mente completamente diversa dalla nostra è tutt'altro che banale.

Dove sono oggi le sonde

Le comunicazioni con Pioneer 11 si sono interrotte nel 1995, quelle con Pioneer 10 nel 2003, quando la sonda si trovava a oltre 12 miliardi di chilometri dalla Terra. Pioneer 10 si dirige verso la stella Aldebaran, nella costellazione del Toro, che si trova a circa 65 anni luce. Ci arriverà, o meglio passerà nella sua zona, tra circa due milioni di anni.

La probabilità che qualcuno trovi le sonde è infinitesimale: lo spazio è immenso e i Pioneer sono oggetti minuscoli. Come disse lo stesso Sagan, il messaggio ha probabilmente più valore per chi lo ha spedito che per chi dovrebbe riceverlo: ci costringe a chiederci chi siamo e come vogliamo presentarci.

Dopo i Pioneer

L'esperienza della placca fu ripresa pochi anni dopo in modo più ambizioso con il Voyager Golden Record, il disco d'oro montato sulle sonde Voyager 1 e 2 lanciate nel 1977, che contiene immagini, suoni della Terra, musica e saluti in 55 lingue. Anche quel progetto fu guidato da Carl Sagan, la cui storia è raccontata nell'articolo Carl Sagan, la voce del Cosmo.

Oggi l'approccio è più spesso inverso: invece di spedire messaggi, cerchiamo di ascoltarne, come fanno i ricercatori del SETI. Per approfondire si può consultare la voce Pioneer plaque su Wikipedia in inglese. Altri articoli si trovano nella sezione Astronomia.

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