Plutone è un mondo piccolo e lontanissimo, dove la luce del Sole arriva debole come un crepuscolo e la temperatura in superficie scende sotto i -220 °C. Sembrerebbe l'ultimo posto dove cercare acqua liquida. Eppure molti planetologi sono convinti che sotto il suo ghiaccio si nasconda un oceano. Nel 2019 uno studio ha proposto una spiegazione di come possa sopravvivere senza congelare.
Il sorvolo di New Horizons
Fino al 2015 Plutone era poco più di un puntino sfocato. Tutto cambiò il 14 luglio 2015, quando la sonda New Horizons della NASA, lanciata nel 2006, lo sorvolò a circa 12.500 chilometri di distanza. Le immagini rivelarono un mondo sorprendentemente vario: montagne di ghiaccio d'acqua alte come le Alpi, pianure lisce, dune, un'atmosfera sottile con strati di foschia blu, e perfino possibili vulcani di ghiaccio.
La caratteristica più famosa è un'enorme regione chiara a forma di cuore, chiamata informalmente Tombaugh Regio in onore di Clyde Tombaugh, l'astronomo che scoprì Plutone nel 1930. Una parte delle ceneri di Tombaugh viaggia a bordo di New Horizons: come quelle del geologo Eugene Shoemaker sulla Luna, sono tra i pochi resti umani che hanno lasciato la Terra.
Sputnik Planitia
La metà occidentale del cuore è un bacino di circa 1.000 chilometri di diametro, chiamato Sputnik Planitia. È una distesa di ghiaccio di azoto, monossido di carbonio e metano, divisa in celle poligonali di alcuni chilometri, segno che il ghiaccio si rimescola lentamente per convezione, come l'acqua in una pentola sul fuoco. Non ci sono crateri: la superficie è giovanissima, rinnovata in continuazione.
Sputnik Planitia è probabilmente un antico cratere da impatto riempito di ghiaccio. La sua posizione ha fornito uno degli indizi principali a favore dell'oceano. Il bacino si trova quasi esattamente sulla linea opposta a Caronte, la grande luna di Plutone, in un punto che corrisponde a un eccesso di massa. Per spiegare come un bacino possa essere "più pesante" del resto, i ricercatori hanno ipotizzato che sotto di esso la crosta sia più sottile e che al suo posto ci sia uno strato di acqua liquida, più densa del ghiaccio.
Perché l'oceano non congela
Resta un problema: Plutone è piccolo, con un diametro di circa 2.377 chilometri, e il calore interno, prodotto dal decadimento di elementi radioattivi nelle rocce, dovrebbe essersi disperso da tempo. Un oceano sotterraneo avrebbe dovuto congelare, e la crosta sopra di esso avrebbe dovuto appiattirsi.
Nel 2019 un gruppo di ricercatori giapponesi guidato da Shunichi Kamata ha pubblicato su Nature Geoscience una possibile soluzione. Tra la crosta di ghiaccio e l'oceano ci sarebbe uno strato sottile di idrati di gas, strutture cristalline in cui molecole di gas, probabilmente metano, restano intrappolate in una gabbia di ghiaccio d'acqua. Questi idrati sono cattivi conduttori di calore: agirebbero come una coperta isolante, trattenendo il calore dell'oceano e mantenendolo liquido per miliardi di anni. Lo strato spiegherebbe anche perché l'atmosfera di Plutone sia ricca di azoto e povera di metano: il metano resterebbe intrappolato sotto.
Oceani nascosti ovunque
Se l'ipotesi è corretta, gli oceani sotterranei potrebbero essere molto più comuni di quanto si pensasse. Nel Sistema solare sappiamo già che esistono sotto la crosta di Europa, luna di Giove, di Encelado, luna di Saturno, e probabilmente di Titano, la luna dai laghi di metano. Altri candidati sono Ganimede, Callisto e Tritone, la luna di Nettuno che ha molte somiglianze con Plutone.
Oceani d'acqua liquida, a contatto con le rocce, sono gli ambienti in cui la vita potrebbe, in teoria, svilupparsi. Nel caso di Plutone l'oceano sarebbe freddo, forse ricco di ammoniaca che abbassa il punto di congelamento, e isolato da centinaia di chilometri di ghiaccio. È molto difficile immaginare forme di vita in condizioni simili, ma la sua sola esistenza allarga l'idea di dove possa esistere acqua liquida.
Pianeta nano
Nel 2006 l'Unione Astronomica Internazionale ha riclassificato Plutone come pianeta nano, dopo la scoperta di altri corpi simili nella fascia di Kuiper, alcuni dei quali quasi altrettanto grandi. La decisione fece discutere e alcuni scienziati la contestano ancora. Le immagini di New Horizons hanno mostrato comunque che, pianeta o no, Plutone è un mondo geologicamente vivo e complesso.
L'oceano sotterraneo più studiato resta quello di Europa, la luna di Giove verso cui è diretta la sonda Europa Clipper.
Dopo Plutone, New Horizons ha proseguito il suo viaggio e il 1° gennaio 2019 ha sorvolato Arrokoth, un piccolo corpo della fascia di Kuiper a forma di pupazzo di neve, il più lontano mai visitato da una sonda. Per confrontare le dimensioni dei mondi del Sistema solare si può leggere l'articolo su pianeti e lune. Per approfondire la missione si può consultare la voce New Horizons su Wikipedia in inglese. Altri articoli si trovano nella sezione Pianeti.




