Nelle sere d'inverno, poco sotto e a sinistra di Orione, brilla una stella che non si può non notare: bianchissima, scintillante, a volte sembra lampeggiare di colori diversi quando è bassa sull'orizzonte. È Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Da millenni affascina gli esseri umani, che l'hanno legata al calendario, all'agricoltura, alla mitologia e perfino a presunti contatti con gli alieni.
Perché è così luminosa
Sirio ha una magnitudine apparente di -1,46: è quasi il doppio più brillante di Canopo, la seconda stella più luminosa del cielo. Solo la Luna e alcuni pianeti, come Venere e Giove, la superano. La sua luminosità dipende da due fattori. Il primo è la vicinanza: dista appena 8,6 anni luce, ed è una delle stelle più vicine al Sistema solare. Il secondo è la sua potenza: Sirio ha una massa di circa due volte quella del Sole ed è circa 25 volte più luminosa.
Il nome deriva dal greco Seirios, che significa "ardente" o "scintillante". Sirio appartiene alla costellazione del Cane Maggiore, di cui rappresenta il muso, e per questo è chiamata anche "stella del Cane".
Lo scintillio colorato che si nota quando la stella è bassa sull'orizzonte non dipende dalla stella, ma dall'atmosfera terrestre: la turbolenza dell'aria devia la luce in modo diverso per i diversi colori, facendo apparire la stella come un piccolo caleidoscopio.
La compagna invisibile
Sirio non è sola. Nel 1844 l'astronomo tedesco Friedrich Bessel notò che la stella si muoveva nel cielo con un'andatura leggermente ondeggiante, come se fosse attratta da una compagna invisibile. Nel 1862 l'ottico statunitense Alvan Graham Clark, provando un nuovo telescopio, vide per la prima volta questa compagna: una stellina debolissima, quasi schiacciata dalla luce della stella principale. Fu chiamata Sirio B.
Sirio B si rivelò un oggetto straordinario: ha una massa simile a quella del Sole, ma è grande più o meno quanto la Terra. È una nana bianca, il nucleo di una stella che ha esaurito il suo combustibile ed espulso gli strati esterni. Fu una delle prime nane bianche scoperte, e il suo studio contribuì a sviluppare la fisica della materia ultradensa. Le due stelle girano una attorno all'altra in circa 50 anni.
Sirio e il Nilo
Per gli antichi Egizi Sirio, chiamata Sopdet, era la stella più importante del cielo. Dopo un periodo di circa 70 giorni in cui restava invisibile perché troppo vicina al Sole, ricompariva all'alba poco prima del sorgere del Sole, nel fenomeno chiamato levata eliaca. Nell'antico Egitto questo accadeva all'inizio dell'estate, più o meno in coincidenza con l'inizio della piena del Nilo, che fertilizzava i campi.
La levata eliaca di Sirio divenne così il segnale del nuovo anno e un punto di riferimento per il calendario. Gli Egizi notarono anche che il loro calendario civile di 365 giorni slittava lentamente rispetto alla levata di Sirio, e che i due tornavano a coincidere dopo circa 1.460 anni, il cosiddetto ciclo sotiaco. L'attenzione per il cielo delle civiltà antiche è raccontata anche nell'articolo sui Maya e l'astronomia.
La canicola
Per Greci e Romani la levata eliaca di Sirio cadeva nel pieno dell'estate, e la stella fu associata al caldo torrido. I Romani chiamavano quel periodo dies caniculares, "i giorni della cagnolina", da Canicula, uno dei nomi di Sirio. Da qui deriva la parola italiana canicola, che usiamo ancora oggi per indicare il caldo estivo più intenso. Si credeva che la stella, sommando la sua luce a quella del Sole, rendesse le giornate ancora più calde.
Il mistero dei Dogon
Sirio è al centro di una delle storie più discusse della cosiddetta archeologia misteriosa. Negli anni Trenta e Cinquanta gli antropologi francesi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen studiarono i Dogon, un popolo del Mali, e riferirono che conoscevano l'esistenza di una compagna di Sirio, piccola e pesantissima, invisibile a occhio nudo. Negli anni Settanta lo scrittore Robert Temple usò questa storia per sostenere che i Dogon avessero ricevuto le informazioni da visitatori extraterrestri.
La tesi è stata fortemente criticata. Un altro antropologo, Walter van Beek, tornò tra i Dogon decenni dopo e non trovò traccia di quelle conoscenze. Molti studiosi ritengono che le informazioni possano essere il frutto di contatti con europei o di un'interpretazione eccessiva da parte dei ricercatori. È uno schema simile a quello di altre teorie sugli antichi astronauti.
Come trovarla
Attorno ad alcune nane bianche sono stati trovati perfino pianeti giganti, come quello descritto nell'articolo sul pianeta attorno a una stella morta.
Trovare Sirio è facilissimo: basta individuare la costellazione di Orione e prolungare verso sinistra e verso il basso la linea delle tre stelle della Cintura. Dall'Italia è visibile nelle sere da dicembre ad aprile. Per approfondire si può leggere la voce Sirio su Wikipedia. Altre stelle si trovano nella sezione Astronomia.




