Nel luglio del 1999 la rivista francese VSD pubblicò un dossier di circa novanta pagine intitolato Les OVNI et la Défense: à quoi doit-on se préparer?, "Gli UFO e la difesa: a cosa dobbiamo prepararci?". Gli autori non erano appassionati qualunque, ma un gruppo di generali, ammiragli, ingegneri e alti funzionari francesi riuniti in un'associazione chiamata COMETA. Il documento, noto come rapporto COMETA, è diventato uno dei testi più citati nella storia dell'ufologia.
Chi erano gli autori
COMETA sta per Comité d'études approfondies, "Comitato di studi approfonditi". Era un'associazione privata formata in gran parte da ex uditori dell'IHEDN, l'Istituto di alti studi della difesa nazionale, una prestigiosa istituzione francese che forma dirigenti civili e militari. Il gruppo era presieduto dal generale dell'aeronautica Denis Letty e il rapporto si apriva con una prefazione del generale Bernard Norlain, ex direttore dell'IHEDN. Tra i membri c'erano anche l'ex direttore del CNES, l'agenzia spaziale francese, e diversi ingegneri e militari di alto grado.
È importante chiarire un punto spesso frainteso: il rapporto COMETA non era un documento ufficiale del governo o dell'esercito francese. Era il lavoro di un'associazione indipendente, per quanto composta da persone autorevoli. Fu consegnato al presidente della Repubblica Jacques Chirac e al primo ministro Lionel Jospin, ma non risulta che abbia avuto un seguito istituzionale.
Cosa diceva
Il rapporto era diviso in più parti. La prima raccoglieva una serie di casi considerati significativi, in Francia e all'estero, tra cui avvistamenti da parte di piloti civili e militari, osservazioni radar e casi con presunte tracce al suolo. La seconda descriveva l'organizzazione francese per lo studio dei fenomeni aerospaziali non identificati. La terza discuteva le possibili spiegazioni e le implicazioni per la difesa.
Le conclusioni erano nette. Secondo gli autori, circa il 5% dei casi studiati restava inspiegato anche dopo indagini accurate. Per questi casi, l'ipotesi che meglio si adattava ai dati era quella extraterrestre, pur non essendo dimostrata. Il rapporto raccomandava di rafforzare lo studio del fenomeno, di stabilire accordi di cooperazione con altri Paesi e di prepararsi a eventuali situazioni di crisi, anche sul piano della comunicazione al pubblico. Criticava inoltre gli Stati Uniti per una presunta politica di segretezza sugli UFO.
I casi citati
Tra i casi più noti analizzati nel rapporto c'era quello di Trans-en-Provence del gennaio 1981, in cui un agricoltore raccontò di aver visto atterrare un oggetto nel suo terreno, lasciando tracce sul suolo e sulla vegetazione analizzate dal GEPAN. Un altro caso riguardava un volo di linea Air France che nel 1994, sopra Parigi, segnalò un enorme oggetto a forma di disco rosso, osservato dall'equipaggio e, secondo il rapporto, rilevato anche dal radar militare.
Molti di questi casi sono stati riesaminati negli anni successivi, e per alcuni sono state proposte spiegazioni ordinarie, come fenomeni atmosferici o errori di valutazione delle distanze. Come accade spesso in questo campo, i casi restano "inspiegati" più per la scarsità dei dati che per la presenza di prove straordinarie.
La Francia e gli UFO
La Francia è uno dei pochi Paesi ad avere un ufficio pubblico stabile dedicato allo studio dei fenomeni aerei non identificati. Nel 1977 il CNES creò il GEPAN, poi diventato SEPRA e, dal 2005, GEIPAN. Nel 2007 il GEIPAN ha reso pubblici online i suoi archivi, con migliaia di segnalazioni e i risultati delle indagini. La grande maggioranza dei casi viene spiegata: palloni, satelliti, aerei, fenomeni astronomici. Una piccola percentuale resta classificata come non identificata per mancanza di informazioni sufficienti.
Negli ultimi anni anche altri governi hanno aperto i propri archivi, dagli Stati Uniti, con i documenti della CIA e i rapporti del Pentagono, al Regno Unito. La storia degli studi ufficiali, dal Project Grudge in poi, è ricostruita nella nostra cronologia degli UFO.
Perché se ne parla ancora
Il rapporto COMETA è rimasto un punto di riferimento per molti ufologi per un motivo semplice: è raro che persone con una lunga carriera militare e istituzionale prendano posizione pubblicamente a favore dell'ipotesi extraterrestre. Per gli scettici, invece, il rapporto mostra che anche persone competenti in altri campi possono cadere nelle stesse trappole di chiunque: fidarsi troppo delle testimonianze, sottovalutare le spiegazioni ordinarie, trattare l'assenza di una spiegazione come una prova.
Il documento ha comunque avuto il merito di porre una domanda che oggi è condivisa anche dalle istituzioni: i fenomeni non identificati, qualunque sia la loro origine, meritano di essere studiati con serietà, se non altro per ragioni di sicurezza aerea.
La storia degli UFO è piena anche di beffe clamorose, come l'incidente di Maury Island del 1947, da cui nacque il mito degli uomini in nero.
Per approfondire si può consultare la voce Rapport COMETA su Wikipedia in francese. Altri casi e documenti si trovano nella sezione UFO, alieni e misteri.




