Tra il 1947 e il 1969 l'aeronautica militare degli Stati Uniti gestì tre programmi ufficiali per studiare gli avvistamenti di "dischi volanti": Project Sign, Project Grudge e Project Blue Book. Il secondo, Grudge, è il più breve e il meno noto, ma anche quello che ha lasciato l'eredità più controversa: per molti ufologi rappresenta il momento in cui l'indagine ufficiale si trasformò in un'operazione per minimizzare il fenomeno.
Il contesto: l'estate dei dischi volanti
Il 24 giugno 1947 il pilota civile Kenneth Arnold riferì di aver visto nove oggetti luccicanti volare a grande velocità vicino al monte Rainier, nello stato di Washington. Descrivendone il movimento, disse che si muovevano "come un piattino fatto rimbalzare sull'acqua": i giornali coniarono l'espressione "flying saucers", dischi volanti. Nelle settimane successive arrivarono centinaia di segnalazioni da tutto il paese, tra cui il celebre caso di Roswell.
In piena Guerra fredda, l'aeronautica doveva capire se questi oggetti rappresentassero una minaccia, magari un velivolo segreto sovietico.
Project Sign e la "stima della situazione"
All'inizio del 1948 nacque Project Sign, con sede presso la base di Wright-Patterson, in Ohio. Alcuni membri del gruppo arrivarono a considerare seriamente l'ipotesi extraterrestre, e secondo diverse testimonianze redassero un rapporto, noto come "Estimate of the Situation", che la sosteneva. Il documento sarebbe stato respinto dal capo di stato maggiore dell'aeronautica, il generale Hoyt Vandenberg, per mancanza di prove, e le copie distrutte. Poiché nessuna copia è mai stata ritrovata, l'esistenza e il contenuto esatto del rapporto restano oggetto di dibattito.
La nascita di Grudge
Nel febbraio 1949 Project Sign fu sostituito da Project Grudge. Il cambio di nome rifletteva un cambio di approccio: l'obiettivo diventò spiegare ogni avvistamento con cause convenzionali, come aerei, palloni, fenomeni astronomici, illusioni ottiche o scherzi. Il nome stesso, che in inglese significa "rancore", è stato spesso interpretato come il segno di un atteggiamento ostile verso l'argomento.
Nell'agosto 1949 il progetto produsse un rapporto finale che concludeva che gli avvistamenti non rappresentavano una minaccia per la sicurezza nazionale e che molti potevano essere spiegati da errate interpretazioni, isteria collettiva o falsi. Il rapporto raccomandava di ridurre drasticamente l'attività di indagine. Anche così, una parte dei casi analizzati restava senza spiegazione.
Un'indagine a metà
Dopo il rapporto, Grudge rimase attivo solo sulla carta, con pochissimo personale. I documenti oggi disponibili mostrano che molte segnalazioni venivano archiviate con spiegazioni sbrigative, a volte poco plausibili. Anche l'astronomo J. Allen Hynek, consulente scientifico dei progetti dell'aeronautica e inizialmente scettico, criticò in seguito questo approccio, sostenendo che alcuni casi meritavano uno studio più serio.
È però importante non cadere nell'eccesso opposto: il fatto che l'indagine fosse superficiale non significa che nascondesse la prova di visite extraterrestri. Significa soprattutto che molti casi non furono esaminati a fondo, e che oggi è difficile ricostruirli.
Il clima della Guerra fredda
Per capire Grudge bisogna ricordare l'atmosfera di quegli anni. Nell'agosto 1949 l'Unione Sovietica fece esplodere la sua prima bomba atomica, molto prima di quanto previsto dagli analisti statunitensi. La preoccupazione principale dei militari era la difesa aerea: individuare in tempo bombardieri nemici, missili o nuovi velivoli. In questo contesto gli avvistamenti di oggetti misteriosi erano visti soprattutto come un problema di sicurezza e di "rumore" da ridurre.
C'era anche il timore che un'ondata di segnalazioni potesse essere sfruttata dal nemico, intasando le linee di comunicazione o creando panico nella popolazione. Questa logica, che ritroveremo pochi anni dopo nelle raccomandazioni del Robertson Panel della CIA, spiega in parte perché l'aeronautica preferisse chiudere rapidamente i casi piuttosto che approfondirli.
La rinascita e Project Blue Book
Nel 1951, dopo alcuni avvistamenti con testimoni militari e tracce radar, Grudge fu rilanciato sotto la guida del capitano Edward Ruppelt, che introdusse metodi più rigorosi e coniò il termine UFO (Unidentified Flying Object), considerato più neutrale di "disco volante". Nel marzo 1952 il progetto fu ribattezzato Project Blue Book, appena in tempo per affrontare la grande ondata di avvistamenti di quell'estate, tra cui gli oggetti sopra Washington.
Blue Book rimase attivo fino al dicembre 1969, raccogliendo 12.618 segnalazioni: 701 di queste restarono ufficialmente "non identificate".
Perché se ne parla ancora
Negli ultimi anni, con la pubblicazione di documenti desecretati e l'interesse del Congresso statunitense per gli UAP, i vecchi programmi dell'aeronautica sono tornati d'attualità. Grudge viene citato come esempio di come le istituzioni possano orientare un'indagine verso una conclusione già decisa, e di quanto sia importante la trasparenza. Allo stesso tempo, lo studio di questi archivi mostra che la maggior parte degli avvistamenti aveva spiegazioni ordinarie.
Per approfondire leggi il nostro articolo sui documenti desecretati della CIA e la cronologia degli avvistamenti e delle ricerche. Una scheda storica è disponibile alla voce Project Grudge su Wikipedia.




