A oltre 3.800 metri di altitudine, al confine tra Perù e Bolivia, si stende il lago Titicaca: una distesa d'acqua blu intenso circondata dalle cime delle Ande. Per le antiche civiltà andine era un luogo sacro, il punto da cui il mondo aveva avuto origine. E sul suo fondo, come hanno dimostrato le ricerche subacquee degli ultimi anni, si nascondono le tracce di rituali antichi più di mille anni.
Il lago navigabile più alto del mondo
Il Titicaca si trova a circa 3.810 metri sul livello del mare ed è spesso descritto come il lago navigabile più alto del mondo. Ha una superficie di oltre 8.000 chilometri quadrati, quasi quanto l'Umbria, e raggiunge i 280 metri di profondità. È il lago più grande del Sudamerica per volume d'acqua.
Sulle sue rive e sulle sue isole vivono ancora comunità indigene di lingua aymara e quechua. Tra le attrazioni più famose ci sono le isole galleggianti degli Uros, costruite intrecciando strati di totora, una canna che cresce nel lago, e continuamente rinnovate.
Il lago sacro
Secondo la mitologia inca, il dio creatore Viracocha emerse dalle acque del Titicaca e creò il Sole, la Luna e le stelle. Da un'isola del lago, l'Isla del Sol, sarebbe nato il primo sovrano inca, Manco Cápac, figlio del Sole, che poi fondò Cusco. Sull'isola si trovano ancora rovine di templi e santuari inca, e un'altra isola vicina, la Isla de la Luna, ospitava un tempio dedicato alle sacerdotesse.
Ma gli Inca, che dominarono la regione solo dal XV secolo, non furono i primi a considerare sacro il lago. Molto prima di loro, sulla riva meridionale, era fiorita una delle grandi civiltà delle Ande: Tiwanaku.
La civiltà di Tiwanaku
La città di Tiwanaku, a una ventina di chilometri dal lago, in territorio boliviano, fu il centro di un potente stato tra circa il 500 e il 1100 d.C. Al suo apogeo ospitava decine di migliaia di abitanti e controllava un territorio che si estendeva dal Perù meridionale al Cile settentrionale. Le sue rovine, patrimonio dell'umanità UNESCO, comprendono piramidi a gradoni, cortili sotterranei decorati con teste di pietra e la celebre Porta del Sole, un portale monolitico scolpito con una figura divina.
Tiwanaku sviluppò tecniche agricole ingegnose per coltivare ad alta quota, come i campi rialzati circondati da canali d'acqua, che proteggevano i raccolti dalle gelate notturne. Come molte civiltà antiche, anche Tiwanaku è stata oggetto di teorie fantasiose che la attribuiscono a popoli perduti o visitatori venuti dallo spazio, un destino condiviso con luoghi come Iram delle Colonne.
Il tesoro della barriera di Khoa
Da tempo si raccontavano leggende su tesori sommersi nel lago, e negli anni Settanta e poi nel 2000 alcune spedizioni subacquee riferirono di aver trovato resti di strutture sott'acqua. Le ricerche più rigorose sono arrivate più di recente. Nel 2019 un gruppo internazionale guidato dall'archeologo Christophe Delaere dell'Università di Oxford ha pubblicato sulla rivista PNAS i risultati di scavi subacquei condotti sulla barriera di Khoa, una secca rocciosa vicino all'Isla del Sol.
Sul fondo del lago, a una profondità di alcuni metri, gli archeologi hanno trovato numerosi oggetti deposti come offerte rituali: bruciaincenso in ceramica a forma di puma, ornamenti in oro, conchiglie di spondylus, un mollusco che vive solo nelle acque calde dell'Ecuador, a migliaia di chilometri di distanza, pietre semipreziose e ossa di giovani lama sacrificati. Gli oggetti sono stati attribuiti alla cultura di Tiwanaku.
La scoperta mostra che il lago era già un luogo sacro e un centro di culto molto prima degli Inca. Le offerte venivano probabilmente gettate in acqua da imbarcazioni durante cerimonie pubbliche, forse con l'aiuto di ancore di pietra ritrovate nello stesso sito. Secondo gli archeologi, questi rituali servivano anche a rafforzare il potere delle élite di Tiwanaku, che controllavano l'accesso ai beni preziosi importati da lontano.
Le casse di pietra degli Inca
Nelle stesse acque erano già state trovate in passato altre offerte, di epoca inca: casse di pietra sigillate, contenenti piccole figure d'oro e d'argento, statuette di lama in conchiglia e altri oggetti preziosi. Gli Inca, conquistata la regione, continuarono dunque a onorare il lago con offerte simili, riprendendo e trasformando tradizioni molto più antiche.
Un lago da proteggere
Oggi il Titicaca deve affrontare problemi seri: l'inquinamento prodotto dalle città e dalle miniere, la pesca eccessiva e un calo del livello dell'acqua legato alla siccità e ai cambiamenti climatici. Nel lago vive una specie di rana gigante, la rana del Titicaca, che respira attraverso la pelle ed è gravemente minacciata. Come il lago Baikal in Siberia, il Titicaca è uno scrigno di biodiversità e di storia.
Le ricerche archeologiche subacquee continuano, e altri siti sommersi del lago potrebbero conservare nuove informazioni sulle civiltà che lo hanno venerato. L'attenzione delle civiltà americane per il cielo e i luoghi sacri è raccontata anche nell'articolo sui Maya e l'astronomia.
Per approfondire si può consultare la voce Lake Titicaca su Wikipedia in inglese. Altri articoli si trovano nella sezione Storia e archeologia.




