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Perseverance Marte. Il messaggio segreto sul paracadute

Perseverance Marte. Il messaggio segreto sul paracadute

Il 18 febbraio 2021 il rover Perseverance della NASA è atterrato su Marte, nel cratere Jezero. Nelle ore successive, mentre il mondo guardava le prime immagini della discesa, alcuni appassionati hanno notato un dettaglio curioso: il grande paracadute bianco e arancione che aveva frenato la capsula presentava un disegno irregolare, apparentemente casuale. Non lo era affatto. Nascondeva un messaggio segreto in codice binario.

"Dare Mighty Things"

Il paracadute, con un diametro di oltre 21 metri, era formato da spicchi bianchi e arancioni disposti in tre anelli concentrici più una fascia esterna. Pochi giorni dopo l'atterraggio, durante una conferenza stampa, l'ingegnere capo della fase di discesa, Allen Chen, aveva invitato il pubblico a cercare "messaggi" nel lavoro del team. È bastato poco: in poche ore diversi utenti della rete hanno decifrato il codice.

Ogni spicchio arancione rappresentava un "1" e ogni spicchio bianco uno "0". Leggendo gli spicchi a gruppi e assegnando a ogni lettera un numero (A=1, B=2 e così via), i tre anelli interni formavano la frase "Dare Mighty Things", cioè "Osa cose grandi". La fascia esterna conteneva le coordinate geografiche del Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, in California, dove il rover è stato progettato e costruito.

Da dove viene la frase

"Dare mighty things" è una citazione di un celebre discorso del presidente statunitense Theodore Roosevelt del 1899, intitolato "The Strenuous Life". Il passaggio completo dice che è molto meglio osare grandi cose e conquistare gloriosi trionfi, anche se segnati dal fallimento, piuttosto che vivere nella zona grigia di chi non conosce né vittoria né sconfitta.

La frase è da tempo uno dei motti informali del JPL ed è scritta anche sulle pareti del centro di controllo delle missioni. Il paracadute era stato ideato dall'ingegnere Ian Clark, che aveva pensato il codice come un piccolo omaggio al lavoro della squadra.

Gli altri "easter egg" di Perseverance

Il paracadute non è l'unica sorpresa nascosta sul rover. Tra le altre:

  • una targa con il "ritratto di famiglia" dei rover marziani della NASA, da Sojourner a Perseverance, con il piccolo elicottero Ingenuity;
  • una targa dedicata al personale sanitario, con il bastone di Asclepio sopra la Terra, in ricordo della pandemia durante la quale la missione è stata preparata;
  • tre chip di silicio su cui sono incisi i nomi di quasi 11 milioni di persone che si erano registrate online, insieme ai saggi degli studenti che parteciparono al concorso per dare il nome al rover.

La missione di Perseverance

Dietro la curiosità del messaggio c'è una delle missioni scientifiche più ambiziose mai inviate su Marte. Il cratere Jezero è stato scelto perché, miliardi di anni fa, ospitava un lago alimentato da un fiume, che ha lasciato un grande delta ben visibile dall'orbita. Sulla Terra i sedimenti di antichi laghi sono tra i luoghi migliori per conservare tracce di vita microbica.

Gli obiettivi principali del rover sono:

  • studiare la geologia e il clima passato del cratere;
  • cercare segni di possibile vita microbica antica, le cosiddette biofirme;
  • raccogliere e sigillare campioni di roccia e suolo in tubi che una futura missione potrebbe riportare sulla Terra;
  • testare tecnologie per le future missioni umane.

I risultati più importanti

Tra i successi più celebri c'è Ingenuity, il piccolo elicottero trasportato dal rover, che il 19 aprile 2021 ha compiuto il primo volo a motore su un altro pianeta. Progettato per cinque voli di prova, ne ha effettuati 72 prima di concludere la sua missione nel gennaio 2024. Lo strumento MOXIE ha dimostrato che è possibile produrre ossigeno a partire dall'anidride carbonica dell'atmosfera marziana, una tecnologia chiave per future basi umane.

Dal punto di vista scientifico, il rover ha confermato la presenza di antichi ambienti con acqua e ha individuato rocce con strutture e composizioni chimiche che, sulla Terra, potrebbero essere associate a processi biologici. Nel 2025 la NASA ha presentato un campione, raccolto da una roccia soprannominata "Cheyava Falls", come il più promettente finora nella ricerca di possibili biofirme. Gli scienziati sottolineano però che esistono anche spiegazioni non biologiche e che solo analisi in laboratorio sulla Terra potranno chiarire il quadro.

Riportare i campioni sulla Terra

I tubi sigillati raccolti da Perseverance dovrebbero essere recuperati da una missione congiunta NASA-ESA chiamata Mars Sample Return. Il progetto, però, si è rivelato molto più costoso e complesso del previsto e negli ultimi anni è stato oggetto di revisioni e incertezze sul budget. Il futuro dei campioni resta quindi una delle grandi questioni aperte dell'esplorazione marziana.

Per seguire la missione, la NASA pubblica immagini e aggiornamenti sulla pagina ufficiale di Perseverance. Se ti interessa il pianeta rosso leggi anche i nostri articoli sulle aurore di Marte e sul progetto di Nüwa City, la città su Marte. Per la vita degli astronauti in orbita, invece, ti consigliamo vita e scienza sulla Stazione spaziale internazionale.

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