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Captato un misterioso segnale radio da Proxima Centauri

Captato un misterioso segnale radio da Proxima Centauri

Nel dicembre 2020 la notizia fece il giro del mondo: un radiotelescopio australiano aveva captato un misterioso segnale che sembrava provenire da Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole. Il segnale era stato battezzato BLC1 (Breakthrough Listen Candidate 1) ed era il primo "candidato" del più grande progetto di ricerca di intelligenze extraterrestri mai realizzato. Per qualche mese appassionati e scienziati si chiesero se potesse trattarsi di un segnale artificiale. La risposta, arrivata nel 2021, fu deludente ma istruttiva.

Proxima Centauri, la nostra vicina

Proxima Centauri si trova a circa 4,24 anni luce da noi. Fa parte del sistema di Alfa Centauri, composto da tre stelle: Alfa Centauri A e B, due stelle simili al Sole che orbitano l'una attorno all'altra, e appunto Proxima, una piccola nana rossa molto più fredda e meno luminosa, che orbita a grande distanza dalle altre due.

Attorno a Proxima sono stati scoperti almeno due pianeti: Proxima b, annunciato nel 2016, con una massa simile a quella della Terra e un'orbita nella zona abitabile, e Proxima d, più piccolo e più vicino alla stella. Un terzo pianeta, Proxima c, è stato proposto ma non è confermato. Le nane rosse come Proxima producono però violenti brillamenti, che potrebbero rendere difficile la vita sui pianeti vicini.

Il progetto Breakthrough Listen

Breakthrough Listen è un programma avviato nel 2015 e finanziato dal miliardario russo-israeliano Yuri Milner, con un budget di 100 milioni di dollari in dieci anni. Utilizza alcuni dei più grandi radiotelescopi del mondo per cercare possibili "tecnofirme", cioè segnali prodotti da tecnologie extraterrestri. È oggi la principale iniziativa nel campo che in passato ha preso il nome di SETI.

Il segnale BLC1

Tra aprile e maggio 2019 il radiotelescopio di Parkes, in Australia (oggi noto con il nome aborigeno di Murriyang), osservò Proxima Centauri per circa 30 ore, soprattutto per studiarne i brillamenti. Analizzando i dati, un giovane ricercatore del progetto individuò un segnale insolito a una frequenza di circa 982 megahertz.

Il segnale aveva caratteristiche interessanti:

  • era a banda stretta, cioè concentrato in una frequenza molto precisa, una caratteristica tipica delle trasmissioni artificiali e non dei fenomeni naturali;
  • sembrava comparire solo quando l'antenna era puntata verso Proxima e sparire quando si spostava altrove;
  • la sua frequenza cambiava lentamente nel tempo, come ci si aspetterebbe da una sorgente in movimento rispetto alla Terra.

La notizia trapelò alla stampa prima della pubblicazione ufficiale, e il nome di Proxima Centauri bastò ad accendere l'entusiasmo.

La verifica: un'interferenza terrestre

I ricercatori del progetto, tuttavia, furono cauti fin dall'inizio. Nel 2021 pubblicarono due studi sulla rivista Nature Astronomy con i risultati dell'analisi. Cercando nei dati altri segnali simili, trovarono decine di "fratelli" di BLC1 a frequenze diverse, collegati tra loro da precise relazioni matematiche. Questi segnali erano presenti anche quando il telescopio non era puntato su Proxima.

La conclusione fu che BLC1 era quasi certamente un prodotto di intermodulazione: un segnale "fantasma" generato dalla combinazione di trasmissioni di apparecchi elettronici terrestri, probabilmente nelle vicinanze dell'osservatorio. Il segnale non fu mai più rilevato nelle osservazioni successive.

Come si riconosce un segnale artificiale

Chi cerca segnali extraterrestri deve affrontare un problema enorme: la Terra è immersa in un "rumore" radio prodotto da noi stessi. Telefoni cellulari, radar, trasmissioni televisive, satelliti, forni a microonde e perfino i motori elettrici emettono onde radio che possono raggiungere un'antenna sensibilissima.

Per questo i ricercatori applicano una serie di filtri. Un segnale candidato deve essere presente quando il telescopio punta verso la sorgente e assente quando si sposta; deve mostrare una variazione di frequenza compatibile con il moto della Terra e della sorgente; e soprattutto deve essere rilevato di nuovo, possibilmente da un altro strumento. BLC1 superò i primi controlli, ma non gli ultimi.

Perché è stato comunque importante

Anche se si è rivelato un falso allarme, il caso BLC1 è stato un banco di prova prezioso. Ha permesso di mettere a punto metodi per distinguere le interferenze dai segnali autentici e ha mostrato come dovrebbe funzionare la verifica di un candidato: analisi rigorose, pubblicazione dei dati, confronto con altri osservatori. Il vero problema della ricerca di segnali alieni, infatti, non è tanto captarli quanto escludere tutte le possibili fonti terrestri, in un mondo sempre più pieno di trasmissioni radio, satelliti e dispositivi elettronici.

BLC1 è stato spesso paragonato al celebre segnale "Wow!", captato nel 1977 dal radiotelescopio Big Ear dell'Università dell'Ohio e mai più osservato. Anche quel segnale era a banda stretta e resta senza una spiegazione definitiva.

Cercare e rispondere

La ricerca continua: Breakthrough Listen osserva migliaia di stelle vicine e il centro della galassia, e nuovi strumenti permetteranno di scandagliare il cielo con sensibilità sempre maggiore. Allo stesso tempo, progetti come A Sign in Space si preparano all'eventualità di dover decifrare un messaggio autentico.

Per un altro tipo di segnale radio misterioso, questa volta di origine naturale, leggi il nostro articolo sui fast radio burst. E se ti chiedi quante civiltà potrebbero esistere nella galassia, ne parliamo in vita aliena nella Via Lattea. La storia completa del segnale è ricostruita alla voce BLC1 su Wikipedia.

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