Il 14 marzo 2019 l'astronauta americana Christina Koch partì per la Stazione Spaziale Internazionale per una missione che doveva durare sei mesi. Pochi mesi dopo la NASA annunciò che sarebbe rimasta in orbita molto più a lungo. Quando tornò sulla Terra, il 6 febbraio 2020, aveva trascorso nello spazio 328 giorni consecutivi: il volo singolo più lungo mai compiuto da una donna.
Chi è Christina Koch
Nata nel 1979 nel Michigan e cresciuta in North Carolina, Christina Koch ha studiato ingegneria elettrica e fisica. Prima di diventare astronauta ha lavorato come ingegnera al Goddard Space Flight Center della NASA, contribuendo a strumenti per missioni scientifiche, e ha trascorso lunghi periodi in luoghi estremi: più di un anno in Antartide, tra la stazione del Polo Sud e altre basi, e una stagione nelle isole Svalbard, nell'Artico. Esperienze di isolamento e condizioni difficili che le sono state utili nello spazio.
È stata selezionata come astronauta nel 2013, in una classe che per la prima volta nella storia della NASA era composta per metà da donne.
La missione record
Durante gli undici mesi in orbita Koch ha partecipato a centinaia di esperimenti scientifici, dalla biologia alla fisica dei materiali. La sua lunga permanenza era anche un esperimento in sé: la NASA voleva studiare gli effetti di un volo molto lungo sul corpo di una donna, per confrontarli con quelli già osservati negli uomini, in vista delle future missioni verso la Luna e Marte.
La microgravità indebolisce le ossa e i muscoli, altera la distribuzione dei liquidi nel corpo, influenza la vista e il sistema immunitario, e l'esposizione alle radiazioni è molto più alta che sulla Terra. Gli astronauti si allenano circa due ore al giorno per limitare questi effetti. Gli studi sulla vita quotidiana in orbita sono raccontati nell'articolo su vita e scienza sulla Stazione Spaziale Internazionale.
La prima passeggiata tutta al femminile
Il 18 ottobre 2019 Christina Koch e la collega Jessica Meir sono uscite insieme dalla stazione per sostituire un componente del sistema elettrico. Era la prima passeggiata spaziale della storia compiuta da un equipaggio di sole donne. Nel corso della missione Koch ha compiuto in tutto sei attività extraveicolari.
Un primo tentativo di organizzare una passeggiata tutta al femminile, nel marzo 2019, era saltato per un motivo pratico: sulla stazione non c'erano abbastanza tute della taglia media adatta a entrambe le astronaute. L'episodio fece discutere e mostrò quanto le attrezzature spaziali fossero state progettate a lungo pensando soprattutto agli uomini.
Le donne nello spazio
La prima donna nello spazio fu la sovietica Valentina Tereškova, che il 16 giugno 1963 volò a bordo della Vostok 6, appena due anni dopo il volo di Yuri Gagarin. Passarono però quasi vent'anni prima che un'altra donna andasse in orbita: Svetlana Savickaja nel 1982, che due anni dopo divenne anche la prima donna a compiere una passeggiata spaziale.
La prima americana fu Sally Ride, nel 1983, a bordo dello Shuttle. Da allora le astronaute sono diventate sempre più numerose. Peggy Whitson detiene il record americano di permanenza totale nello spazio, sommando più missioni. In Italia Samantha Cristoforetti è stata la prima donna italiana nello spazio nel 2014-2015 e, nel 2022, la prima donna europea a comandare la Stazione Spaziale Internazionale.
La storia delle donne nella scienza, fatta di pioniere spesso dimenticate, è raccontata nell'articolo sulla storia delle donne nella scienza.
Cosa succede al corpo dopo un anno in orbita
Al rientro, dopo quasi undici mesi senza peso, Koch ha dovuto riabituarsi alla gravità terrestre: nei primi giorni l'equilibrio è precario, camminare richiede concentrazione e anche tenere la testa dritta può essere faticoso. I dati raccolti su di lei, confrontati con quelli dell'astronauta Scott Kelly, che aveva trascorso quasi un anno in orbita nel 2015-2016 mentre il gemello Mark restava sulla Terra, hanno aiutato i medici della NASA a capire meglio come uomini e donne rispondono a lunghi periodi nello spazio. Sono informazioni indispensabili per pianificare un viaggio verso Marte, che richiederebbe almeno due anni tra andata, permanenza e ritorno.
Verso la Luna
Nell'aprile 2023 la NASA ha annunciato l'equipaggio di Artemis II, la prima missione con astronauti del programma Artemis, destinata a compiere un giro attorno alla Luna a bordo della capsula Orion. Tra i quattro membri c'è Christina Koch, come specialista di missione: la prima donna assegnata a un volo verso la Luna. Insieme a lei ci sono Reid Wiseman, Victor Glover e il canadese Jeremy Hansen.
Più di cinquant'anni dopo le missioni Apollo, che portarono sulla Luna solo uomini, il ritorno sul nostro satellite ha un volto diverso. Il programma Artemis prevede tra i suoi obiettivi anche di far camminare la prima donna sulla superficie lunare.
La sicurezza degli equipaggi è sempre stata la priorità assoluta, come ha mostrato la drammatica missione Apollo 13 nel 1970.
Per approfondire si può leggere la voce Christina Koch su Wikipedia in inglese. Altri articoli sull'esplorazione spaziale si trovano nella sezione Astronomia.




