Nel Museo nazionale di Scozia, a Edimburgo, è esposto un oggetto che sta in una mano ma racchiude un enigma lungo cinquemila anni: la sfera di Towie. Una piccola palla di pietra scura con quattro protuberanze, tre delle quali decorate da spirali e motivi intrecciati di straordinaria precisione. È il più famoso esemplare di un gruppo di oggetti misteriosi, le sfere di pietra scolpite del Neolitico, di cui ancora oggi non conosciamo con certezza la funzione.
La scoperta
La sfera fu rinvenuta nell'Ottocento nei pressi di Towie, un piccolo villaggio dell'Aberdeenshire, nel nord-est della Scozia. Come molte sfere simili, fu trovata per caso, durante lavori agricoli, e non in uno scavo archeologico: per questo mancano informazioni sul contesto in cui era stata deposta, un dato che avrebbe potuto aiutare molto a capirne il significato.
Ha un diametro di circa 7 centimetri. Le quattro protuberanze sono disposte in modo simmetrico; tre sono coperte da spirali e motivi a zigzag incisi con grande abilità, mentre la quarta è liscia. Tra le protuberanze corrono altre decorazioni che richiamano l'arte del Neolitico delle isole britanniche.
Oltre quattrocento sfere
La sfera di Towie non è un caso isolato. Finora ne sono state catalogate oltre 400, la grande maggioranza in Scozia, soprattutto nell'Aberdeenshire. Alcuni esemplari provengono dalle isole Orcadi, dall'Inghilterra settentrionale, dall'Irlanda e perfino dalla Norvegia. Sono datate in genere al tardo Neolitico, tra circa il 3200 e il 2500 a.C., l'epoca in cui venivano costruiti cerchi di pietre e grandi tombe a corridoio.
Le sfere hanno quasi tutte dimensioni simili, attorno ai 7 centimetri, ma differiscono per il numero di protuberanze, che può andare da tre a oltre cento. La maggior parte è semplice, senza decorazioni; solo pochi esemplari, come quello di Towie, presentano incisioni elaborate.
A cosa servivano?
Le ipotesi proposte sono numerose:
- Oggetti di prestigio. La lavorazione accurata e la rarità degli esemplari decorati suggeriscono che fossero simboli di status, posseduti da persone importanti della comunità.
- Armi o pesi. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che potessero essere legate a una corda e usate come armi da lancio o come pesi. Tuttavia, la maggior parte delle sfere non mostra segni di usura compatibili con un uso violento.
- Oggetti rituali. Potevano avere un ruolo in cerimonie religiose o essere passate di mano in mano durante le assemblee, come simbolo di chi aveva diritto di parola.
- Strumenti di misura. Secondo un'altra ipotesi, dimensioni così uniformi potrebbero indicare un sistema di misura condiviso.
- Rulli per spostare pietre. È stato suggerito che potessero servire come "cuscinetti" per muovere i grandi blocchi dei monumenti megalitici, ma la loro forma irregolare e le decorazioni rendono l'ipotesi poco probabile.
Negli anni Settanta alcuni autori sostennero che le sfere riproducessero i cinque solidi platonici della geometria greca, molti secoli prima di Platone. Successive verifiche hanno però mostrato che la maggior parte delle sfere non ha una simmetria così perfetta e che alcuni esempi citati erano stati selezionati in modo parziale.
Il legame con Newgrange
Le spirali e i motivi della sfera di Towie ricordano da vicino quelli incisi sulle grandi pietre della tomba a corridoio di Newgrange, in Irlanda, costruita intorno al 3200 a.C. e famosa per l'allineamento con il sorgere del Sole al solstizio d'inverno. Motivi simili si trovano anche sulla ceramica neolitica chiamata Grooved Ware e negli insediamenti delle isole Orcadi, come il villaggio di Skara Brae.
Questa somiglianza suggerisce l'esistenza di un linguaggio artistico e simbolico condiviso tra comunità lontane, collegate da scambi e viaggi via mare. Le sfere potrebbero quindi far parte di un sistema di credenze comune alle popolazioni neolitiche delle isole britanniche.
Come venivano lavorate
Realizzare una sfera come quella di Towie senza strumenti metallici richiedeva tempo e abilità notevoli. Gli artigiani usavano pietre più dure per sbozzare la forma, abrasivi come sabbia e acqua per levigarla e punte di pietra per incidere le decorazioni. Secondo alcune stime potevano servire molte settimane di lavoro per un solo esemplare decorato.
Il mondo in cui sono nate
Per capire le sfere bisogna immaginare la Scozia di cinquemila anni fa. Le comunità neolitiche vivevano di agricoltura e allevamento, abitavano in villaggi di pietra e investivano un'enorme quantità di lavoro nella costruzione di monumenti collettivi: cerchi di pietre, tombe a camera, grandi recinti cerimoniali. Nell'Aberdeenshire, proprio dove si concentrano le sfere, si trovano anche numerosi "cerchi di pietre con masso coricato", un tipo di monumento tipico di questa regione, con un grande blocco disteso orientato verso il sorgere o il tramonto della Luna.
È possibile che le sfere fossero legate alle attività che si svolgevano in questi luoghi, come riunioni, riti stagionali o cerimonie funebri. La loro concentrazione in un'area così precisa suggerisce una tradizione locale forte, tramandata per generazioni.
Un mistero che affascina
Le sfere di pietra scolpite ci ricordano quanto sia difficile interpretare gli oggetti di culture che non hanno lasciato testi scritti. Come per le tombe dei giganti sarde o i pilastri di Göbekli Tepe, possiamo ammirarne la bellezza e fare ipotesi, ma il loro significato originario resta in parte avvolto nel mistero. Per altre sfere misteriose, di origine naturale, leggi l'articolo sulle sfere di Klerksdorp. Una panoramica con immagini di numerosi esemplari è disponibile alla voce Carved stone balls su Wikipedia.
Immagine: National Museums Scotland




