Tra gli oggetti più citati nel mondo dei misteri ci sono le sfere di Klerksdorp: piccoli oggetti tondeggianti, alcuni con scanalature che corrono attorno alla circonferenza, rinvenuti in Sudafrica in rocce antichissime. Per molti appassionati si tratta di OOPArt (Out Of Place Artifacts, "manufatti fuori posto"), cioè oggetti che non potrebbero esistere nel periodo in cui sono stati trovati. Per i geologi, invece, sono un bell'esempio di come la natura sappia produrre forme sorprendentemente regolari.
Dove e quando sono state trovate
Le sfere prendono il nome dalla città di Klerksdorp, nella provincia del Nord-Ovest, dove un piccolo museo ne ha esposti alcuni esemplari. In realtà provengono dalle cave di pirofillite nei pressi di Ottosdal, dove i minatori le trovavano durante l'estrazione di questa roccia tenera, usata anche per realizzare piccole sculture.
Le sfere hanno di solito un diametro compreso tra 0,5 e 10 centimetri. Alcune sono quasi perfettamente sferiche, altre appiattite o a forma di disco; alcune mostrano una o più scanalature parallele attorno all'"equatore". Il loro aspetto è davvero curioso, ed è facile capire perché abbiano stimolato l'immaginazione.
Il problema dell'età
A rendere le sfere così famose è la datazione delle rocce in cui sono inglobate. I depositi di pirofillite della zona risalgono al Precambriano e hanno un'età di circa 3 miliardi di anni. Un'epoca in cui sulla Terra esistevano solo forme di vita microscopiche. Se le sfere fossero davvero manufatti, sarebbero state prodotte da qualcuno miliardi di anni prima della comparsa di qualsiasi essere capace di costruire oggetti.
Da qui le ipotesi più audaci: sfere lasciate da antichi visitatori spaziali, oggetti di una civiltà terrestre scomparsa senza lasciare altre tracce, persino strumenti tecnologici di funzione sconosciuta. Ipotesi affascinanti, ma che si scontrano con quello che sappiamo sulla loro composizione.
Come nasce la leggenda
Le sfere diventarono famose a livello internazionale negli anni Ottanta, quando alcuni articoli su riviste dedicate al paranormale e libri sulle civiltà perdute le presentarono come prova di una tecnologia antichissima. Le descrizioni si ampliavano a ogni passaggio: le sfere diventavano "perfette", "levigate", "fatte di una lega sconosciuta", e le scanalature venivano interpretate come segni di lavorazione a macchina.
Come spesso accade, la versione più spettacolare si è diffusa molto più rapidamente delle precisazioni. Ancora oggi, cercando le sfere di Klerksdorp in rete, si trovano molte pagine che riportano le stesse affermazioni senza verificarle, citando la datazione delle rocce come se valesse automaticamente anche per un ipotetico manufatto.
In realtà, proprio l'età delle rocce è un indizio a favore della spiegazione naturale: le concrezioni si formano all'interno dei sedimenti durante o dopo la loro deposizione, quindi è normale che abbiano un'età simile a quella della roccia che le contiene.
Cosa dicono i geologi
Le analisi hanno mostrato che le sfere sono costituite da minerali come ematite, goethite o wollastonite, spesso con un nucleo diverso dalla superficie. Secondo i geologi si tratta di concrezioni: formazioni che nascono quando minerali disciolti nell'acqua che circola nei sedimenti precipitano attorno a un punto, crescendo in modo uniforme in tutte le direzioni. È lo stesso processo che produce le sfere di pietra che si trovano in molti luoghi del mondo, come le Moeraki Boulders in Nuova Zelanda.
Anche le scanalature hanno una spiegazione: possono formarsi quando la concrezione cresce all'interno di strati di roccia sottili, che ne limitano l'espansione in una direzione, oppure per l'unione di due concrezioni vicine. Il geologo statunitense Paul Heinrich, che ha studiato il caso, ha sottolineato come oggetti simili siano noti in molte formazioni rocciose e non richiedano alcun intervento artificiale.
I miti da sfatare
Attorno alle sfere sono nate nel tempo alcune affermazioni che non reggono a una verifica:
- "Sono perfettamente sferiche": in realtà la forma varia molto, e molte sono chiaramente irregolari.
- "Sono più dure dell'acciaio": la durezza dipende dal minerale; alcune sono dure, altre si possono scalfire con relativa facilità.
- "Ruotano da sole nella teca del museo": questa voce, diffusa da riviste di misteri, si basava su una frase travisata. Il curatore del museo aveva parlato con ironia di un oggetto che sembrava spostarsi, probabilmente a causa delle vibrazioni o degli sbalzi termici, e non di una rotazione misteriosa.
Perché gli OOPArt ci affascinano
Le sfere di Klerksdorp appartengono a una lunga lista di oggetti presentati come prove di civiltà perdute o di visite extraterrestri. In molti casi, come questo, la spiegazione naturale è ben documentata ma meno spettacolare della leggenda, e fatica a circolare quanto il mito.
Un caso molto simile è quello dei trovants, le "pietre vive" della Romania, concrezioni che sembrano crescere dopo la pioggia. Per altri presunti manufatti "fuori posto" leggi la storia della statuetta dell'astronauta di Kiev e dei dogū giapponesi. Una scheda con fotografie e riferimenti scientifici è disponibile alla voce Klerksdorp sphere su Wikipedia.




