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Stelle cadenti arrivano le eta Aquaridi

Stelle cadenti arrivano le eta Aquaridi

La cometa di Halley è la più famosa della storia. Torna a farsi vedere solo ogni 76 anni circa, e l'ultima volta è passata nel 1986: la prossima sarà nel 2061. Eppure, ogni anno, possiamo vederne dei piccoli pezzi. Due volte all'anno, infatti, la Terra attraversa la scia di polveri lasciata dalla cometa, e quei granelli si incendiano nella nostra atmosfera producendo stelle cadenti. A inizio maggio tocca alle Eta Aquaridi.

Come nasce uno sciame meteorico

Le comete sono corpi fatti di ghiaccio e polvere. Quando si avvicinano al Sole, il ghiaccio sublima e libera gas e granelli di polvere, che formano la chioma e la coda. Nel corso di secoli e millenni, queste particelle si distribuiscono lungo l'orbita della cometa, creando una sorta di "tubo" di detriti.

Se l'orbita della Terra incrocia quel tubo, ogni anno negli stessi giorni il nostro pianeta ne attraversa i detriti. I granelli, spesso grandi come un chicco di sabbia, entrano nell'atmosfera a decine di chilometri al secondo e bruciano per attrito e compressione dell'aria, lasciando una scia luminosa. È quello che chiamiamo meteora, o stella cadente. Il meccanismo è spiegato in dettaglio nell'articolo sulle stelle cadenti.

Due sciami dalla stessa cometa

L'orbita della cometa di Halley incrocia quella terrestre in due punti, e per questo genera due sciami diversi. A maggio la Terra attraversa i detriti nel ramo dell'orbita in cui la cometa si allontana dal Sole, e nascono le Eta Aquaridi. A ottobre passa dall'altro ramo, e nascono le Orionidi, che sembrano provenire dalla costellazione di Orione.

Il nome Eta Aquaridi deriva dal radiante, il punto del cielo da cui le meteore sembrano provenire: si trova vicino alla stella Eta della costellazione dell'Acquario. È un effetto prospettico, come quando si guida sotto la neve e i fiocchi sembrano arrivare tutti da un punto davanti a noi.

Quando osservarle

Le Eta Aquaridi sono attive ogni anno da circa il 19 aprile al 28 maggio, con un massimo intorno al 5-6 maggio. Nelle condizioni ideali, al picco si possono vedere fino a 50 meteore all'ora, ma il numero reale dipende molto dal luogo di osservazione.

Le Eta Aquaridi sono infatti uno sciame favorito per l'emisfero australe. Dall'Italia il radiante sorge solo poche ore prima dell'alba e resta basso sull'orizzonte orientale: molte meteore restano nascoste sotto l'orizzonte, e se ne vedono di meno, in genere una decina all'ora nelle notti migliori. Dal Sud Italia la situazione è un po' migliore che dal Nord.

Meteore veloci e con la scia

Le Eta Aquaridi hanno una caratteristica che le rende speciali: sono tra le meteore più veloci. Entrano nell'atmosfera a circa 66 chilometri al secondo, quasi 240.000 chilometri orari, perché la Terra le incontra quasi frontalmente. A quella velocità bruciano rapidamente, ma lasciano spesso delle scie persistenti: tracce luminose di gas ionizzato che rimangono visibili per alcuni secondi dopo il passaggio della meteora.

Un fenomeno particolare, visibile proprio dalle nostre latitudini, sono le cosiddette earthgrazers, "radenti la Terra": quando il radiante è appena sorto, alcune meteore entrano nell'atmosfera quasi orizzontalmente e attraversano una lunga porzione di cielo, lentamente e con scie spettacolari. Sono rare ma memorabili.

Come osservarle al meglio

Per vedere le Eta Aquaridi bisogna alzarsi presto: il momento migliore è l'ultima ora e mezza prima dell'alba, quando il radiante è più alto. Alcuni consigli pratici:

  • allontanarsi dalle luci delle città, cercando un luogo con l'orizzonte libero verso est;
  • controllare la fase della Luna: la luce della Luna piena può nascondere le meteore più deboli;
  • non usare telescopi o binocoli, che restringono il campo visivo: le meteore si vedono meglio a occhio nudo;
  • sdraiarsi su una sedia reclinabile, guardando una zona di cielo un po' lontana dal radiante, dove le scie appaiono più lunghe;
  • concedere agli occhi almeno venti minuti per abituarsi al buio, evitando di guardare lo schermo del telefono.

Un pezzo di storia che brucia nel cielo

C'è qualcosa di affascinante nel pensare che ogni meteora delle Eta Aquaridi sia un frammento della cometa di Halley, staccatosi forse migliaia di anni fa. La cometa, osservata e registrata da astronomi cinesi, babilonesi ed europei, ha una lunga storia: il suo passaggio del 1066 compare nell'arazzo di Bayeux, e Giotto la dipinse come stella di Betlemme nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Fu l'astronomo inglese Edmond Halley, all'inizio del Settecento, a capire che le comete osservate nel 1531, 1607 e 1682 erano lo stesso oggetto, e a prevederne il ritorno nel 1758.

Le meteore dello sciame sono monitorate dall'International Meteor Organization, che raccoglie le osservazioni di appassionati di tutto il mondo. Tra gli sciami più ricchi dell'anno ci sono anche le Geminidi di dicembre, raccontate nell'articolo su Polluce e la costellazione dei Gemelli. Altri fenomeni del cielo si trovano nella sezione Astronomia.

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