La Terra ha circa 4,54 miliardi di anni. È un tempo così lungo che la mente umana fatica a immaginarlo. Per orientarsi in questa storia immensa i geologi hanno costruito una sorta di calendario: la scala dei tempi geologici, che divide il passato del pianeta in eoni, ere, periodi ed epoche. È il linguaggio che usiamo quando parliamo di Giurassico o di Paleozoico.
Come si costruisce il calendario
La scala geologica nasce dallo studio delle rocce sedimentarie, che si depositano in strati uno sopra l'altro. Già nel Seicento il naturalista danese Niccolò Stenone formulò il principio secondo cui, in una sequenza non disturbata, gli strati più bassi sono i più antichi. Nell'Ottocento i geologi notarono che ogni strato conteneva fossili caratteristici, e che certi gruppi di organismi comparivano e scomparivano sempre nello stesso ordine.
I confini tra le grandi divisioni della scala corrispondono spesso a cambiamenti bruschi nei fossili, cioè a estinzioni di massa e alla comparsa di nuovi gruppi di viventi. Nel Novecento la datazione radiometrica, basata sul decadimento degli elementi radioattivi, ha permesso di dare un'età in anni a quei confini. Oggi la scala ufficiale è curata dalla Commissione internazionale di stratigrafia.
Gli eoni
Le divisioni più ampie sono quattro eoni:
- Adeano (da 4,54 a circa 4 miliardi di anni fa): la Terra appena formata, bombardata da meteoriti, con un oceano di magma che si raffredda. In questo periodo si forma probabilmente la Luna, dopo l'impatto con un corpo delle dimensioni di Marte.
- Archeano (da 4 a 2,5 miliardi di anni fa): si formano i primi continenti e compaiono le prime forme di vita, microrganismi unicellulari.
- Proterozoico (da 2,5 miliardi a 539 milioni di anni fa): i cianobatteri riempiono l'atmosfera di ossigeno, compaiono le cellule complesse e i primi organismi pluricellulari. È l'epoca dei supercontinenti come Rodinia e delle grandi glaciazioni.
- Fanerozoico (da 539 milioni di anni fa a oggi): l'eone della "vita visibile", in cui gli animali e le piante si diversificano.
I primi tre eoni insieme, spesso chiamati Precambriano, coprono quasi il 90% della storia della Terra.
Le ere del Fanerozoico
Il Fanerozoico è diviso in tre ere, i cui nomi indicano le "età" della vita:
- Paleozoico ("vita antica", da 539 a 252 milioni di anni fa). Si apre con l'esplosione cambriana, la rapida comparsa di quasi tutti i grandi gruppi di animali. Nel corso dell'era la vita conquista la terraferma: prima le piante, poi gli artropodi e infine i vertebrati. Si chiude con l'estinzione di massa del Permiano-Triassico, la più grave della storia, che eliminò circa il 90% delle specie marine.
- Mesozoico ("vita di mezzo", da 252 a 66 milioni di anni fa). È l'era dei dinosauri, diviso in Triassico, Giurassico e Cretaceo. Compaiono anche i primi mammiferi, gli uccelli e le piante con fiori. Il supercontinente Pangea si divide. L'era termina con l'impatto di un asteroide nella penisola dello Yucatán che provoca l'estinzione dei dinosauri non aviani.
- Cenozoico ("vita nuova", da 66 milioni di anni fa a oggi). I mammiferi si diversificano e occupano gli spazi lasciati liberi. I continenti raggiungono la posizione attuale, si sollevano le Alpi e l'Himalaya, e negli ultimi 2,6 milioni di anni si alternano le glaciazioni. In quest'era compare il genere Homo.
Come i continenti si siano spostati nel corso di queste ere si può vedere nell'articolo sulla mappa interattiva della Terra nel tempo.
Se la storia della Terra fosse un anno
Un modo per rendere l'idea è comprimere tutta la storia della Terra in un solo anno. La Terra nasce il 1° gennaio. Le prime forme di vita compaiono verso la fine di febbraio o marzo. Per mesi il pianeta è abitato solo da microrganismi. Gli animali complessi arrivano a metà novembre, i dinosauri a metà dicembre e scompaiono il 26 dicembre. I primi esseri umani moderni compaiono negli ultimi venti minuti del 31 dicembre, e tutta la storia scritta occupa gli ultimi 30 secondi prima della mezzanotte.
L'Antropocene
Negli ultimi decenni molti scienziati hanno proposto di aggiungere alla scala una nuova epoca, l'Antropocene, per indicare il periodo in cui le attività umane sono diventate una forza capace di modificare il pianeta: il clima, la chimica degli oceani, la biodiversità, i sedimenti. Tra i segnali proposti ci sono le tracce dei test nucleari degli anni Cinquanta, le microplastiche e le particelle di carbone depositate nei sedimenti di tutto il mondo.
Nel 2024 la proposta di riconoscere ufficialmente l'Antropocene come epoca geologica è stata respinta dalla sottocommissione competente, anche per disaccordi sulla data di inizio. Il termine resta comunque molto usato per descrivere l'impatto umano sul pianeta.
Tra i protagonisti del Cretaceo c'erano anche piccoli predatori da cui sarebbero nati i giganti, come Suskityrannus, il cugino in miniatura del T. rex.
Ogni luogo della Terra conserva nelle sue rocce una parte di questa storia: dal pozzo superprofondo di Kola, che ha raggiunto rocce di quasi tre miliardi di anni, al lago Baikal, uno dei più antichi del mondo. Per una rappresentazione completa della scala si può consultare la voce Scala dei tempi geologici su Wikipedia. Altri articoli si trovano nella sezione Clima e ambiente.




