Tra le figure più misteriose che circolano nel mondo delle profezie c'è quella di Giovanni di Gerusalemme. Secondo la leggenda sarebbe stato un monaco-cavaliere del XII secolo, medico, astrologo e mistico, tra i fondatori dell'Ordine dei Templari, autore di un libro di profezie sul "terzo millennio" rimasto segreto per secoli. Un racconto che mescola crociate, sapere occulto, archivi segreti e servizi di spionaggio. Ma quanto c'è di vero?
La leggenda del monaco veggente
Secondo la storia diffusa negli anni Novanta, Giovanni di Gerusalemme sarebbe nato intorno al 1042 e avrebbe partecipato alla fondazione dei Templari nel 1118. Uomo di preghiera e di studio, si sarebbe ritirato spesso nel deserto per meditare, ricevendo visioni sul futuro dell'umanità. Le avrebbe raccolte in un testo, il Protocollo segreto delle profezie, di cui sarebbero state realizzate solo sette copie.
Le copie sarebbero state affidate a personaggi importanti, tra cui il Gran Maestro dell'Ordine e san Bernardo di Chiaravalle, grande sostenitore dei Templari. Una sarebbe finita negli archivi vaticani, un'altra nelle mani di Nostradamus.
Dai nazisti al KGB
La parte moderna del racconto è ancora più romanzesca. Durante la Seconda guerra mondiale, alcune copie del manoscritto sarebbero state trovate dai nazisti in una sinagoga in Polonia, poi recuperate dall'Armata Rossa e custodite negli archivi del KGB. Negli anni Novanta un misterioso studioso, indicato come M. Galvieski, le avrebbe ritrovate e rese note. Le profezie furono pubblicate per la prima volta in Francia nel 1994 dall'editore Jean-Claude Lattès e divennero rapidamente un best seller internazionale, tradotto anche in Italia.
Cosa dicono le profezie
Il testo è composto da una serie di brevi strofe che iniziano quasi tutte con la formula "Quando verrà l'Anno Mille che segue l'Anno Mille". Descrivono un mondo futuro segnato da:
- inquinamento della natura e distruzione delle foreste;
- città sovraffollate e grandi migrazioni;
- il potere delle immagini e dei mezzi di comunicazione;
- la diffusione delle droghe e la perdita dei valori;
- manipolazioni della vita e del corpo umano;
- e infine una possibile rinascita spirituale dell'umanità.
A molti lettori le profezie sono sembrate sorprendentemente attuali, e proprio questo è uno dei motivi del loro successo.
I Templari nella storia vera
Per valutare la leggenda conviene partire da ciò che sappiamo. L'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, noto come Ordine dei Templari, nacque a Gerusalemme intorno al 1119-1120 per iniziativa di un piccolo gruppo di cavalieri guidati da Ugo di Payns, con lo scopo di proteggere i pellegrini diretti in Terra Santa. Fu riconosciuto ufficialmente nel concilio di Troyes del 1129, con il sostegno di Bernardo di Chiaravalle. Divenne una potenza militare e finanziaria, fino alla sua soppressione da parte di papa Clemente V nel 1312. L'ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay, fu arso sul rogo a Parigi nel 1314.
Nelle fonti medievali sulla fondazione dell'Ordine non compare alcun Giovanni di Gerusalemme con le caratteristiche descritte dalla leggenda.
Perché è considerato un falso
Gli studiosi considerano le profezie un'opera moderna per diverse ragioni:
- Nessun manoscritto. Nessuno ha mai mostrato un originale medievale o una copia antica, né fotografie o analisi del documento.
- Una sola fonte. Tutta la storia della scoperta dipende da un personaggio, Galvieski, di cui non si sa nulla.
- Il linguaggio. Temi, immagini e preoccupazioni del testo sono tipici della fine del Novecento, in particolare della cultura New Age, più che del XII secolo.
- La confusione dei nomi. Il nome potrebbe richiamare personaggi storici diversi, come i membri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, gli Ospitalieri, creando un'aura di autenticità.
Molte profezie celebri funzionano allo stesso modo: sono scritte in modo vago, tanto da poter essere adattate a eventi diversi, oppure sono composte dopo i fatti che sembrano prevedere.
Come riconoscere una falsa profezia
Il caso di Giovanni di Gerusalemme offre alcuni criteri utili per valutare qualsiasi testo profetico. Il primo è la provenienza: esiste un documento originale, datato e analizzabile? Il secondo è la verificabilità: la profezia è stata pubblicata prima degli eventi che descrive, in una forma che possiamo controllare? Il terzo è la precisione: indica luoghi, date e persone, o si limita a immagini generiche adattabili a qualsiasi epoca?
Le profezie attribuite a Giovanni non superano nessuno di questi controlli. Descrivono tendenze già evidenti negli anni Novanta, come l'inquinamento, la televisione o la globalizzazione, e le proiettano in un passato leggendario, dando loro l'autorità di un antico veggente. È una tecnica antica: anche molti oracoli dell'antichità e dei secoli successivi furono scritti dopo i fatti, o interpretati a posteriori.
Il fascino delle profezie
Nonostante tutto, il libro continua a essere letto e citato. Le profezie rispondono a un bisogno profondo: trovare un senso nei cambiamenti rapidi e spesso inquietanti del mondo contemporaneo. L'aura dei Templari, ordine avvolto da leggende su tesori nascosti e sapere segreto, aggiunge ulteriore fascino.
Il desiderio di conoscere il futuro attraversa tutta la storia umana, come mostrano anche i calendari e le osservazioni del cielo dei Maya, spesso travisati come profezie di fine del mondo. Messaggi per l'umanità incisi o scritti da autori misteriosi ricorrono anche in altri casi, come le Georgia Guidestones. Se ti affascinano i testi enigmatici leggi anche l'articolo sul manoscritto Voynich, che a differenza di queste profezie esiste davvero ed è conservato a Yale. Sulla storia dell'Ordine è disponibile la voce Templari su Wikipedia.




