Il caso di Val Johnson è uno dei pochi episodi della storia ufologica in cui un presunto incontro con un fenomeno sconosciuto ha lasciato prove fisiche concrete, esaminate da investigatori e ancora oggi esposte in un museo. Nessun alieno, nessun disco volante: solo una luce intensa, un'auto della polizia danneggiata e un vuoto di memoria. Proprio questa semplicità rende il caso, avvenuto in Minnesota nel 1979, uno dei più discussi.
Chi era Val Johnson
Val Johnson era un vice sceriffo della contea di Marshall, nel nord-ovest del Minnesota, una zona agricola scarsamente popolata al confine con il Dakota del Nord e il Canada. Aveva 35 anni ed era considerato un agente affidabile e serio. Non aveva interesse per gli UFO e, secondo chi lo conosceva, non cercò mai di trarre vantaggio o notorietà dalla vicenda.
La notte del 27 agosto 1979
Poco prima delle due del mattino, Johnson stava pattugliando in auto una strada isolata vicino alla cittadina di Stephen. Notò una luce molto brillante sopra la carreggiata, a poca distanza dal suolo. Pensando che potesse trattarsi di un piccolo aereo in difficoltà o di un veicolo fermo, si diresse verso di essa.
Secondo il suo racconto, all'improvviso la luce si mosse rapidamente verso di lui e avvolse l'auto. Johnson sentì un rumore di vetri rotti e perse conoscenza. Quando si riprese, l'auto era ferma di traverso sulla strada, con le ruote bloccate e segni di frenata. Riuscì a chiamare via radio la centrale: erano trascorsi circa 39 minuti dal momento in cui aveva visto la luce.
I danni all'auto
L'auto di pattuglia, una Ford LTD, presentava danni insoliti:
- il parabrezza era incrinato con una rete di fratture;
- uno dei fari anteriori era rotto;
- sul cofano c'era una piccola ammaccatura;
- una delle antenne radio sul tetto era piegata all'indietro, un'altra mostrava segni di piegatura;
- l'orologio dell'auto e l'orologio da polso di Johnson erano entrambi indietro di 14 minuti.
Johnson accusava inoltre dolore agli occhi. Il medico che lo visitò descrisse un'irritazione simile a quella provocata dalla luce di una saldatrice, compatibile con un'esposizione a una forte sorgente di luce ultravioletta.
Le indagini
Il caso fu esaminato dallo sceriffo della contea e da Allan Hendry, investigatore del Center for UFO Studies (CUFOS), l'organizzazione fondata dall'astronomo J. Allen Hynek. Anche alcuni tecnici della Ford esaminarono l'auto. Le analisi confermarono che i danni erano reali, ma non riuscirono a stabilirne con certezza la causa. Alcuni aspetti, come il modo in cui era rotto il parabrezza, suggerivano un impatto meccanico; altri, come il ritardo degli orologi, restavano difficili da spiegare.
Non furono trovate tracce di collisione con animali o altri veicoli, né testimoni indipendenti che avessero visto la luce.
Le possibili spiegazioni
- Un fenomeno sconosciuto. Per molti ufologi il caso è un classico "incontro ravvicinato del secondo tipo", in cui un fenomeno non identificato lascia effetti fisici su persone e oggetti.
- Un fenomeno naturale raro. È stato ipotizzato un fulmine globulare o un altro fenomeno elettrico dell'atmosfera, ma le condizioni meteorologiche di quella notte non erano particolarmente favorevoli e la spiegazione non chiarisce tutti i dettagli.
- Una messinscena. Alcuni scettici, come il giornalista Philip Klass, hanno ipotizzato che i danni potessero essere stati provocati dallo stesso Johnson, forse per noia o per attirare attenzione. Non è mai emersa alcuna prova in questo senso, e il comportamento successivo dell'agente non sembra coerente con questa ipotesi.
Un caso ancora aperto
Quello che colpisce del caso Val Johnson è l'assenza di elementi sensazionalistici: nessun racconto di esseri, nessun viaggio a bordo di astronavi, nessun messaggio. Solo dati concreti e un testimone che ha sempre mantenuto la stessa versione. Per questo viene spesso citato come uno dei casi più "credibili" della casistica americana, anche se credibile non significa spiegato.
L'auto di pattuglia originale è stata conservata ed è esposta al Marshall County Historical Society Museum di Warren, in Minnesota, dove i visitatori possono vedere da vicino il parabrezza incrinato e le antenne piegate.
Il tempo mancante
Uno degli elementi più citati del caso è il ritardo di 14 minuti degli orologi. Nei racconti ufologici il "tempo mancante" è un tema ricorrente: molti testimoni di presunti incontri riferiscono di non ricordare cosa sia accaduto per un certo periodo. Nel caso di Johnson, però, il dato non si basa solo sulla sua memoria ma su due strumenti diversi, uno meccanico sul cruscotto e uno al suo polso.
Gli scettici hanno fatto notare che gli orologi potrebbero essersi fermati o rallentati per un urto o un guasto elettrico, e che non è possibile sapere con certezza se fossero esattamente sincronizzati prima dell'evento. I sostenitori del caso ribattono che è improbabile che due orologi diversi abbiano accumulato lo stesso ritardo per caso.
Casi a confronto
Il caso di Val Johnson viene spesso accostato ad altri episodi con presunte prove fisiche, come quello di Falcon Lake, in Canada, dove un uomo riportò ustioni dopo aver toccato un oggetto atterrato. Per capire come vengono classificati e valutati questi incontri leggi la nostra cronologia degli avvistamenti e l'articolo sulla psicologia dell'avvistamento. Il sistema di classificazione degli incontri ravvicinati, ideato da Hynek, è spiegato alla voce Close encounter su Wikipedia.




