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2014 UN271 la nuova cometa gigante

2014 UN271 la nuova cometa gigante

Le comete sono spesso descritte come "palle di neve sporca": piccoli corpi di ghiaccio e polvere che, avvicinandosi al Sole, sviluppano la chioma e la coda. La maggior parte ha un nucleo di pochi chilometri. Poi c'è C/2014 UN271, meglio nota come cometa Bernardinelli-Bernstein, il cui nucleo misura circa 120 chilometri di diametro. È la cometa più grande mai osservata con certezza, e sta attraversando il Sistema solare esterno in un viaggio che la porterà al punto più vicino al Sole nel 2031.

Una scoperta nascosta nei dati

La cometa è stata individuata nel 2021 da Pedro Bernardinelli e Gary Bernstein, due astronomi dell'Università della Pennsylvania, analizzando le immagini della Dark Energy Survey, un grande progetto dedicato allo studio dell'energia oscura. Le osservazioni erano state raccolte tra il 2014 e il 2018 con il telescopio Victor M. Blanco dell'osservatorio di Cerro Tololo, in Cile.

All'inizio l'oggetto sembrava un corpo ghiacciato inattivo, molto lontano dal Sole. Poco dopo l'annuncio, però, altri telescopi hanno rilevato attorno a esso una chioma: segno che si trattava di una cometa, già attiva a una distanza enorme, oltre l'orbita di Urano. Il nome "2014" deriva dall'anno delle prime immagini in cui l'oggetto compare.

Quanto è grande davvero

Misurare il nucleo di una cometa non è semplice, perché la chioma di gas e polvere lo nasconde. Nel 2022 un gruppo di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Hubble per separare la luce del nucleo da quella della chioma, stimando un diametro di circa 120 chilometri. Osservazioni con il radiotelescopio ALMA hanno dato un valore simile. Per fare un confronto, il nucleo della famosa cometa Hale-Bopp, protagonista dei cieli del 1997, misurava circa 60 chilometri, quello della cometa di Halley circa 15.

La superficie del nucleo è anche estremamente scura, "più nera del carbone" secondo gli astronomi, a causa di materiali organici alterati dalla radiazione cosmica nel corso di miliardi di anni. La sua massa è stata stimata in circa 500 mila miliardi di tonnellate, centomila volte superiore a quella di una cometa tipica vicina al Sole.

Un visitatore dalla nube di Oort

La cometa Bernardinelli-Bernstein proviene dalla nube di Oort, un enorme serbatoio sferico di corpi ghiacciati che si ritiene circondi il Sistema solare a distanze fino a migliaia di volte quella tra Terra e Sole. Questi oggetti sono resti della formazione dei pianeti, espulsi verso l'esterno miliardi di anni fa dall'attrazione gravitazionale dei giganti gassosi.

La sua orbita è estremamente allungata: il punto più lontano dal Sole si trova nelle profondità della nube di Oort, e un'orbita completa richiede centinaia di migliaia di anni o più, a seconda di come viene calcolata l'influenza dei pianeti. Secondo le ricostruzioni, l'ultimo passaggio vicino al Sole è avvenuto milioni di anni fa, e anche allora la cometa era rimasta molto lontana. Per questo è considerata un oggetto quasi "incontaminato", che conserva materiale primordiale del Sistema solare.

Il 2031 e la visibilità

La cometa raggiungerà il perielio, il punto di minima distanza dal Sole, all'inizio del 2031, a circa 11 unità astronomiche: un po' oltre l'orbita di Saturno. Non si avvicinerà quindi né al Sole né alla Terra, e non sarà visibile a occhio nudo. Potrà però essere seguita con telescopi professionali e, nel momento di massima luminosità, anche con strumenti amatoriali di grande diametro e tecniche fotografiche.

Non c'è alcun pericolo per il nostro pianeta: anche nel punto più vicino, la cometa resterà a oltre un miliardo e mezzo di chilometri da noi.

Perché interessa agli scienziati

Studiare una cometa così grande e così attiva a grande distanza è un'occasione rara. A temperature così basse il ghiaccio d'acqua non evapora: l'attività è probabilmente dovuta al monossido di carbonio, un ghiaccio molto più volatile. Il telescopio James Webb ha infatti rilevato emissioni di monossido di carbonio dalla cometa. Seguire come cambia l'attività man mano che si avvicina al Sole aiuta a capire la composizione e la struttura interna di questi corpi primordiali.

Inoltre, la sola esistenza di un oggetto di queste dimensioni fornisce indizi sulla popolazione della nube di Oort: se esistono comete giganti, quante sono? E come si sono formate? Le risposte aiutano a ricostruire la storia dei primi milioni di anni del Sistema solare.

Comete giganti nella storia

Prima di C/2014 UN271, il record di grandezza apparteneva alla cometa C/2002 VQ94 e, secondo alcune stime, alla Hale-Bopp. Esistono anche corpi più grandi con attività cometaria, come Chirone, un centauro che orbita tra Saturno e Urano, ma non vengono considerati comete in senso classico. In ogni caso, la Bernardinelli-Bernstein è la più grande cometa proveniente dalla nube di Oort mai osservata.

Le comete sono anche la principale fonte di polvere interplanetaria e degli sciami meteorici: ne parliamo negli articoli sulla polvere cosmica e sulle stelle cadenti. Se vuoi scoprire come è stata ricostruita l'architettura del nostro sistema planetario, leggi chi ha scoperto il Sistema solare. Una scheda tecnica aggiornata sulla cometa è disponibile alla voce C/2014 UN271 su Wikipedia.

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