Tra tutti i pianeti del Sistema solare, nessuno è riconoscibile come Saturno. I suoi anelli, visibili anche con un piccolo telescopio, sono una delle immagini più iconiche dell'astronomia. Ma quanti sono gli anelli di Saturno? Di cosa sono fatti? E da dove vengono? Le risposte, grazie soprattutto alla missione Cassini, sono più sorprendenti di quanto si pensi.
Dalle "orecchie" di Galileo a Cassini
Il primo a vedere qualcosa di strano attorno a Saturno fu Galileo Galilei, nel 1610. Il suo telescopio non era abbastanza potente da mostrare gli anelli, e il pianeta gli apparve affiancato da due strane protuberanze, che descrisse come "orecchie". Pochi anni dopo le "orecchie" scomparvero: gli anelli si erano presentati di taglio verso la Terra, diventando quasi invisibili.
Fu l'olandese Christiaan Huygens, a metà del Seicento, a capire che si trattava di un anello sottile e piatto che circondava il pianeta. Nel 1675 l'astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini scoprì che l'anello era diviso in due da una fascia scura, oggi chiamata "divisione di Cassini". A lui è dedicata la sonda che, oltre tre secoli dopo, ha rivoluzionato le nostre conoscenze sul pianeta.
Quanti sono gli anelli?
Non esiste un numero preciso, perché gli anelli non sono strutture separate come i cerchi di un bersaglio. Sono formati da innumerevoli particelle che orbitano attorno al pianeta, con densità variabile. Gli astronomi, per comodità, li hanno suddivisi in sette anelli principali, indicati con lettere nell'ordine della loro scoperta:
- D, il più interno e tenue;
- C, detto anche "anello di crespo" per il suo aspetto semitrasparente;
- B, il più luminoso e massiccio;
- A, il più esterno tra quelli brillanti, separato dal B dalla divisione di Cassini e attraversato dalla divisione di Encke;
- F, stretto e intrecciato, sorvegliato da due piccole lune "pastore";
- G ed E, ampi e diffusi, visibili quasi solo in controluce.
Visti da vicino, però, ciascun anello si rivela composto da migliaia di sottili "anelli" più piccoli, onde, increspature e strutture in continua evoluzione.
Enormi ma sottilissimi
Gli anelli principali si estendono per circa 280.000 chilometri di diametro, più di due volte la distanza tra la Terra e la Luna se messi in fila, ma hanno uno spessore tipico di appena una decina di metri, raramente superiore al chilometro. In proporzione, sono molto più sottili di un foglio di carta grande quanto un campo da calcio.
Sono composti per oltre il 95% da ghiaccio d'acqua, con piccole quantità di polvere e materiale roccioso. Le particelle vanno da granelli microscopici a blocchi grandi come una casa. È proprio il ghiaccio, molto riflettente, a rendere gli anelli così luminosi.
Come si sono formati
L'origine degli anelli è ancora oggetto di dibattito. Le ipotesi principali sono:
- La distruzione di una luna. Un satellite ghiacciato si sarebbe avvicinato troppo a Saturno, venendo frantumato dalle forze di marea del pianeta. Uno studio del 2022 ha proposto che una luna ipotetica, chiamata Crisalide, sia stata destabilizzata e distrutta in questo modo.
- Una cometa o un corpo catturato. Un oggetto proveniente dall'esterno potrebbe essere stato frantumato passando vicino al pianeta.
- Materiale residuo. Gli anelli potrebbero essere ciò che resta del disco da cui si formarono Saturno e le sue lune.
Anelli giovani o antichi?
Durante le sue ultime orbite, nel 2017, la sonda Cassini è passata tra il pianeta e gli anelli, misurandone la massa. Il risultato, insieme alla scarsa quantità di polvere "sporca" accumulata, ha fatto pensare che gli anelli siano relativamente giovani, forse tra 100 e 400 milioni di anni: un'età molto inferiore a quella del Sistema solare, che ha 4,6 miliardi di anni. Altri studi, però, sostengono che il ghiaccio possa restare pulito molto a lungo, e che gli anelli potrebbero essere antichi quanto il pianeta. La questione resta aperta.
Il futuro degli anelli
Gli anelli non sono eterni. Parte del loro materiale cade continuamente su Saturno, attratta dalla gravità e dal campo magnetico del pianeta, in un fenomeno chiamato "pioggia degli anelli". Secondo alcune stime potrebbero scomparire in qualche centinaio di milioni di anni. Siamo quindi fortunati a vivere in un'epoca in cui sono così spettacolari.
Nel frattempo, periodicamente, gli anelli si presentano di taglio rispetto alla Terra e diventano quasi invisibili, come accadde a Galileo: l'ultima volta è successo nel 2025. Per saperne di più su Saturno e sulle sue lune, la pagina della NASA dedicata al pianeta raccoglie immagini e dati aggiornati.
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